A domeniche ecologiche, targhe alterne e raccolta differenziata siamo ormai abituati, adesso, in nome della salvaguardia dell’ambiente, prepariamoci all’uso intelligente dei dispositivi elettronici che usiamo quotidianamente, cellulari e computer in testa.
Da un’indagine realizzata lo scorso giugno dalla società di consulenza tecnologica e finanziaria Gartner, è emerso che nel mondo il numero dei pc ha ormai superato il miliardo e che la proiezione per il 2014 è per il doppio, cifra che lieviterà per l’ascesa di paesi emergenti come Brasile ed India. Per il numero di cellulari si parla, invece, di cifre intorno ai 5 miliardi e l’Italia è uno dei paesi con il più alto numero in relazione alla popolazione.
In base a queste stime si può tranquillamente affermare che il computer e telefoni cellulari siano diventati un serio problema per l'ambiente, sia per i consumi energetici, aumentati in maniera spropositata, che per i materiali utilizzati per la loro costruzione, spesso tossici e dannosi per la natura.
È soprattutto il problema dello smaltimento dei rifiuti tecnologici quello che preoccupa di più, i vecchi pc e cellulari, di cui ci disfiamo sempre più frequentemente, finiscono nelle discariche insieme a tutti gli altri rifiuti mentre sarebbe opportuno, visto la presenza di alcuni materiali altamente inquinanti, che venissero destinati a siti specifici.
In questi anni sono molte le aziende che si stanno muovendo per cercare di ridurre l’impatto ambientale dei loro prodotti. Per quanto riguarda il mondo dei pc, il WWF ha istituito un consorzio chiamato Climate Savers Computing Iniziative, il quale punta a coinvolgere le imprese nella costruzione di computer maggiormente rispettosi dell'ambiente.
Obiettivo del consorzio è quello di realizzare entro il 2010 dei computer capaci di ridurre le emissioni gassose di anidride carbonica di circa 54 milioni di tonnellate l'anno, l'equivalente di quelle di 11 milioni di automobili. Se ciò avvenisse si avrebbe un risparmio energetico annuo di circa 5 miliardi di dollari.
La politica ecologica della Climate Savers punta inoltre a promuovere delle campagne educative indirizzate ai consumatori capaci di far conoscere i modi in cui è possibile utilizzare il computer in maniera eco-intelligente.
Aldilà dei buoni propositi, ci sono aziende, come la Zonbu e la Linutop, che hanno da poco lanciato sul mercato pc a bassissimo impatto ambientale. Desktop che consumano meno di una lampadina (131 kWh/anno contro i 1.534 kWh/anno degli altri pc) e che sono costruiti con materiali facilmente smaltibili. I computer in questione hanno delle dimensioni molto ridotte rispetto ai ‘case’ che conosciamo e ridotto è anche il prezzo, 99 euro per il modello offerto dalla Zonbu (a cui si devono aggiungere circa 15 euro di ‘affitto’ al mese per due anni). I pc utilizzano un sistema operativo open source (Linux in particolare) che non solo permette di abbattere i costi e mantenere basso il prezzo, ma essendo più ‘leggero’ e quindi più veloce rispetto a Windows diminuisce la quantità di energia richiesta e allo stesso tempo logora meno il pc allungando la vita media ed allontanando il momento della dismissione in discarica. L’unico inconveniente è che questi computer ecologici non posseggono un vero e proprio hard disk, i dati vengono salvati on line in blocchi da 25, 50 o 100 GB oppure in una chiavetta usb. Non è poi possibile installare programmi diversi da quelli pre-installati. Insomma si tratta di macchine economiche ed allo stesso tempo ecologiche pensate per svolgere le attività elementari, dal controllo della posta elettronica alla video scrittura.
Un’iniziativa simile a quella del Climate Savers Computing Iniziative portata avanti dal WWF, l’ha promossa Greenpeace che ogni anno assegna il suo Greenest Electronics Award alle aziende elettroniche che meglio si sono distinte nella politica di gestione ambientale. Obiettivo dell’iniziativa sensibilizzare le società produttrici ad avviare politiche eco-compatibili, eliminare l’uso di sostanze tossiche ed inquinanti, aumentare la quantità di materie riciclabili nei nuovi prodotti e allo stesso tempo aumentare il livello di riciclo di quelli vecchi.
Quest’anno la palma del vincitore è andata alla SonyEricsson che ha messo in commercio nuovi prodotti che non contengono PVC e quelli già in commercio a partire da gennaio scorso sono privi di antimonio, berillio e ftalati. Il punteggio di SonyEricssonCon arriva però solo a 5,1 quindi appena sopra la metà del massimo punteggio possibile, il che lascia pensare che ancora tanto bisogna fare.
A seguire troviamo Sony, Nokia e Samsung, mentre agli ultimi tre posti troviamo rispettivamente LG Electronics, Microsoft e Nintendo.
Proprio la questione dello smaltimento dei rifiuti e del successivo riciclo assume una valenza importante quando si parla di cellulari. Troppo spesso si ha la tendenza a cambiare il proprio telefonino anche quando funziona ancora benissimo, non facendo altro che aumentare la quantità di rifiuti tecnologici.
Per quanto riguarda l’universo cellulari è il caso di citare l’iniziativa di Samsung che lo scorso novembre ha messo sul mercato un cellulare (E200 eco) costruito con materiali eco-compatibili. Il telefono è infatti realizzato in bio-plastica, una miscela di policarbonato con il 40% di PLA estratto dalle piante, come il mais. Il PLA ha un importante particolarità, si dissolve in acqua insieme alle particelle di anidride carbonica alla fine del ciclo di vita del prodotto. L’azienda fa inoltre sapere di voler estendere l’uso della bio-plastica nel tentativo di abbattere le emissioni inquinanti. Il cellulare è poi fornito di un sistema che avverte quando è il momento di staccare il caricabatteria dalla presa una volta completata la ricarica per evitare sprechi inutili di energia elettrica.
Il modello è essenziale ed ultrasottile, display a colori, fotocamera da 1,3 megapixel e lettore Mp3. Anche il prezzo è sostenibile: solo 99 euro.
Ma mi raccomando non correte subito a comprarlo, almeno aspettate che scada la garanzia del vostro ‘vecchio’ cellulare.
Box informativo
La produzione di bio-plastiche si realizza anche in Umbria, a Terni è presente lo stabilimento della Novamant.
www.materbi.com
Curiosità
Asus sta testando da qualche tempo un nuovo notebook, in questo caso ecobook, con il case interamente realizzato in bambù. Attualmente il prototipo è in fase di monitoraggio per i test sulla resistenza al surriscaldamento. A breve potremmo trovarci tra le mani un pc realizzato con materiale naturale, di facile reperimento ed al 100% ecocompatibile.
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venerdì 6 febbraio 2009
martedì 30 gennaio 2007
SI È DISCUSSO DELLE COMUNITÀ MONTANE IERI ALL’AUDIZIONE DELLA PRIMA COMMISSIONE
TRASIMENO – Si è svolta ieri pomeriggio a palazzo Cesaroni l'audizione della Prima commissione consiliare (Affari istituzionali - programmazione - bilancio - finanze e patrimonio -organizzazione e personale - enti locali) convocata dal presidente Oliviero Dottorini.
All'incontro, incentrato sull'attuazione e gli effetti delle leggi regionali 1/2002 (Accelerazione del processo di riduzione della manodopera forestale delle Comunità montane) e 18/2003 (Norme in materia di forme associative dei Comuni e di incentivazione delle stesse - Altre disposizioni in materia di sistema pubblico endoregionale) hanno partecipato i rappresentanti Uila Uil (Unione italiana lavoratori agroalimentari) Roberto Castellani, Orlando Ruggeri, Stefano Tedeschi e della Fai Cisl (Federazione agricola alimentare ambientale industriale) Angelo Mazzotti e Pierluigi Bruschi.
All'incontro, incentrato sull'attuazione e gli effetti delle leggi regionali 1/2002 (Accelerazione del processo di riduzione della manodopera forestale delle Comunità montane) e 18/2003 (Norme in materia di forme associative dei Comuni e di incentivazione delle stesse - Altre disposizioni in materia di sistema pubblico endoregionale) hanno partecipato i rappresentanti Uila Uil (Unione italiana lavoratori agroalimentari) Roberto Castellani, Orlando Ruggeri, Stefano Tedeschi e della Fai Cisl (Federazione agricola alimentare ambientale industriale) Angelo Mazzotti e Pierluigi Bruschi.
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mercoledì 10 gennaio 2007
BILANCIO 2006: OTTIMI I RISULTATI OTTENUTI PER IL LAGO TRASIMENO
Si è tenuta questa mattina presso la sala consiliare del Palazzo della Provincia la conferenza stampa di fine anno della Provincia di Perugia, nel corso dell’incontro con la stampa il presidente Giulio Cozzari ha esposto i risultati che nel 2006 sono stati raggiunti nel territorio perugino. Molto interessanti e soprattutto positivi i dati che si riferiscono al lago Trasimeno. Si parte, infatti, con il riconoscimento di lago più pulito d’Italia che Goletta Verde gli ha attribuito dopo una serie di monitoraggi. Il lago è inoltre entrato ufficialmente a far parte, unico del nostro paese, dell’organizzazione mondiale “Living Lakes”, ottenendo, da subito, una larga attenzione da parte dei suoi responsabili, sarà infatti affidata al Trasimeno una conferenza internazionale sugli sport d’acqua e, soprattutto, la prossima assemblea generale della struttura. E’ in via di elaborazione un nuovo piano di sviluppo sostenibile dell’area che comprende tre fasi e cioè la ricognizione precisa dell’esistente, l’esame di eventuali elementi di criticità e la messa a punto di nuovi provvedimenti.
E’ continuata l’opera di manutenzione che ha investito sponde, spiagge, rotte, fondali, darsene, ormeggi e, soprattutto, i canali immissari per favorire l’afflusso di acqua piovana nel bacino.
Sono stati potenziati e migliorati il sistema di monitoraggio e gli interventi per il controllo dei chironomidi.
In tema di trasporti le rotte del Trasimeno hanno registrato un discreto aumento del movimento passeggeri.
Per quanto riguarda la programmazione faunistica sono state immessi 100 quintali di trote e “seminate” un milione e mezzo di larve di luccio. Infine sono stati approntati un nuovo regolamento ed un accordo per il rilancio della pesca professionale con incentivi per il pescaturismo, la pesca selettiva e il contenimento delle specie infestanti.
E’ continuata l’opera di manutenzione che ha investito sponde, spiagge, rotte, fondali, darsene, ormeggi e, soprattutto, i canali immissari per favorire l’afflusso di acqua piovana nel bacino.
Sono stati potenziati e migliorati il sistema di monitoraggio e gli interventi per il controllo dei chironomidi.
In tema di trasporti le rotte del Trasimeno hanno registrato un discreto aumento del movimento passeggeri.
Per quanto riguarda la programmazione faunistica sono state immessi 100 quintali di trote e “seminate” un milione e mezzo di larve di luccio. Infine sono stati approntati un nuovo regolamento ed un accordo per il rilancio della pesca professionale con incentivi per il pescaturismo, la pesca selettiva e il contenimento delle specie infestanti.
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lunedì 18 dicembre 2006
A MAGIONE E GUBBIO VERRANNO INSTALLATI IMPIANTI FOTOVOLTAICI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA
MAGIONE – La Provincia di Perugia, nell’ambito della sua politica di protezione e gestione dell’ambiente, ha aggiudicato i lavori, il cui avvio è atteso per i primi mesi del nuovo anno, per realizzare impianti per la produzione di energia solare, da immettere nella rete di distribuzione di bassa tensione dell’Enel presso il depuratore di Gubbio e il Centro ittiogenico di S. Arcangelo e presso l’Oasi verde di San Feliciano di Magione, per un costo complessivo di 520 mila euro, che verranno riassorbiti nel giro di qualche anno grazie ai risparmi che permetteranno. “L’ambiente è una risorsa dal valore incommensurabile e su di esso va esercitata una tutela attiva e non contemplativa – ha detto l’assessore provinciale all’ambiente, Sauro Cristofani -. Il territorio va inteso come strumento di crescita e di sviluppo anche economico, ma anche come terreno su cui giocare grandi sfide.
A Magione l’Ente con tali impianti, costati 300 mila euro (120 mila per l’Oasi la Valle e 180 mila per l’impianto ittiogenico), intende “sopperire sia pure parzialmente – si legge nella relazione tecnica - alle necessità energetiche come intervento di riqualificazione ambientale delle aree in oggetto, e far sì che questo sia da esempio di gestione alternativa nella realizzazione di infrastrutture idonee a tali aree. In particolare gli impianti garantiranno una produzione annuale di circa 20.000 kWh che consentiranno un risparmio, come importo equivalente dell’energia prodotta e venduta all’ENEL, di circa €.4.360,00 sulla fornitura elettrica”. Nell’eugubino, invece, le amministrazioni comunali di Gubbio, Fossato di Vico e Gualdo Tadino hanno promosso un progetto comune del valore complessivo di 400 mila euro e l’appalto dei lavori riguarda per il momento la realizzazione di un impianto fotovoltaico connesso alla rete di bassa tensione da installarsi presso l’impianto di depurazione di proprietà del Comune di Gubbio, ubicato in località Raggio per un valore di 220 mila euro. Mentre i rimanenti 180 mila euro serviranno per realizzare sempre impianti fotovoltaici – per i quali è stato approvato il progetto esecutivo - per sopperire parzialmente alle necessità energetiche dell’impianto di depurazione consortile dei Comuni di Fossato di Vico e Gualdo Tadino per le necessità energetiche dell’impianto di depurazione, intesi come interventi di riqualificazione ambientale sulle aree produttive, e di esempio di gestione alternativa nella realizzazione di infrastrutture idonee a tali aree. Tutti questi impianti garantiranno una produzione annuale di circa 60.000 kWh e consentiranno di risparmiare circa 13.000,00 Euro sulla fornitura elettrica dei tre comuni interessati”.
A Magione l’Ente con tali impianti, costati 300 mila euro (120 mila per l’Oasi la Valle e 180 mila per l’impianto ittiogenico), intende “sopperire sia pure parzialmente – si legge nella relazione tecnica - alle necessità energetiche come intervento di riqualificazione ambientale delle aree in oggetto, e far sì che questo sia da esempio di gestione alternativa nella realizzazione di infrastrutture idonee a tali aree. In particolare gli impianti garantiranno una produzione annuale di circa 20.000 kWh che consentiranno un risparmio, come importo equivalente dell’energia prodotta e venduta all’ENEL, di circa €.4.360,00 sulla fornitura elettrica”. Nell’eugubino, invece, le amministrazioni comunali di Gubbio, Fossato di Vico e Gualdo Tadino hanno promosso un progetto comune del valore complessivo di 400 mila euro e l’appalto dei lavori riguarda per il momento la realizzazione di un impianto fotovoltaico connesso alla rete di bassa tensione da installarsi presso l’impianto di depurazione di proprietà del Comune di Gubbio, ubicato in località Raggio per un valore di 220 mila euro. Mentre i rimanenti 180 mila euro serviranno per realizzare sempre impianti fotovoltaici – per i quali è stato approvato il progetto esecutivo - per sopperire parzialmente alle necessità energetiche dell’impianto di depurazione consortile dei Comuni di Fossato di Vico e Gualdo Tadino per le necessità energetiche dell’impianto di depurazione, intesi come interventi di riqualificazione ambientale sulle aree produttive, e di esempio di gestione alternativa nella realizzazione di infrastrutture idonee a tali aree. Tutti questi impianti garantiranno una produzione annuale di circa 60.000 kWh e consentiranno di risparmiare circa 13.000,00 Euro sulla fornitura elettrica dei tre comuni interessati”.
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mercoledì 13 dicembre 2006
IL 12 DICEMBRE A MAGIONE LA COMUNITÀ MONTANA HA PRESENTATO IL PROGETTO DEDICATO ALLE AREE SIC E ZPS
TRASIMENO – Si è tenuta martedì 12 dicembre, nella sede della Comunità Montana Associazione dei Comuni “Trasimeno-Medio Tevere” a Magione, un’iniziativa per far conoscere e per condividere un progetto dedicato alle aree SIC (Siti di Interesse Comunitario) e ZPS (Zone di Protezione Speciale) del territorio di competenza dell’Ente.
All’incontro sul “Piano di gestione relativo all’Area n.5 ‘Lago Trasimeno e territorio del fiume Nestore’”, organizzato in collaborazione con la Provincia di Perugia, L’Università degli Studi del capoluogo regionale e Legambiente Umbria, sono intervenuti il Presidente dell’Ente, Massimo Bianchi (“Una nuova tappa verso lo sviluppo sostenibile”), Raol Segatori dell’Ufficio Valorizzazione dei sistemi naturalistici della Regione dell’ Umbria (“La rete natura 2000 in Umbria : strategie e prospettive future”) e il dirigente della Comunità Montana, Louis Montagnoli (“Valenze naturalistiche nei SIC e ZPS – Azioni e ricerche espletate ad oggi”). Hanno partecipato inoltre per l’Università degli Studi di Perugia, Roberto Venanzoni, Daniela Gigante e Bernardino Ragni, per Legambiente, Mauro Frattegiani.
L’obiettivo del progetto che è stato presentato è quello della definizione di un piano di gestione condiviso da tutti i portatori di interessi del territorio. Lo scopo del piano di gestione è quindi quello di promuovere lo sviluppo dei sistemi ambientali, la valorizzazione delle loro risorse e una loro fruizione sostenibile.
All’incontro sul “Piano di gestione relativo all’Area n.5 ‘Lago Trasimeno e territorio del fiume Nestore’”, organizzato in collaborazione con la Provincia di Perugia, L’Università degli Studi del capoluogo regionale e Legambiente Umbria, sono intervenuti il Presidente dell’Ente, Massimo Bianchi (“Una nuova tappa verso lo sviluppo sostenibile”), Raol Segatori dell’Ufficio Valorizzazione dei sistemi naturalistici della Regione dell’ Umbria (“La rete natura 2000 in Umbria : strategie e prospettive future”) e il dirigente della Comunità Montana, Louis Montagnoli (“Valenze naturalistiche nei SIC e ZPS – Azioni e ricerche espletate ad oggi”). Hanno partecipato inoltre per l’Università degli Studi di Perugia, Roberto Venanzoni, Daniela Gigante e Bernardino Ragni, per Legambiente, Mauro Frattegiani.
L’obiettivo del progetto che è stato presentato è quello della definizione di un piano di gestione condiviso da tutti i portatori di interessi del territorio. Lo scopo del piano di gestione è quindi quello di promuovere lo sviluppo dei sistemi ambientali, la valorizzazione delle loro risorse e una loro fruizione sostenibile.
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giovedì 7 dicembre 2006
A MAGIONE UN INCONTRO PER PRESENTARE IL PIANO DI GESTIONE RELATVO AL TRASIMENO
MAGIONE - Martedì 12 dicembre a Magione, a partire dalle 9.00, si terrà nella sede della Comunità Montana Associazione dei Comuni “Trasimeno-Medio Tevere”, un’iniziativa per far conoscere e per condividere un progetto dedicato alle aree SIC (Siti di Interesse Comunitario) e ZPS (Zone di Protezione Speciale) del territorio di competenza dell’Ente.
All’incontro sul “Piano di gestione relativo all’Area n.5 ‘Lago Trasimeno e territorio del fiume Nestore’”, organizzato in collaborazione con la Provincia di Perugia, L’Università degli Studi del capoluogo regionale e Legambiente Umbria, interverranno il Presidente dell’Ente, Massimo Bianchi, Raol Segatori dell’ufficio valorizzazione dei sistemi naturalistici della Regione dell’Umbria e il dirigente della Comunità Montana Louis Montagnoli. Interverranno inoltre per l’Università degli Studi di Perugia Roberto Venanzoni, Daniela Gigante e Bernardino Ragni, per Legambiente Mauro Frattegiani.
L’obiettivo del progetto che verrà presentato è quello della definizione di un piano di gestione condiviso da tutti i portatori di interessi del territorio. Lo scopo del piano di gestione è quindi quello di promuovere lo sviluppo dei sistemi ambientali, la valorizzazione delle loro risorse e una loro fruizione sostenibile.
All’incontro sul “Piano di gestione relativo all’Area n.5 ‘Lago Trasimeno e territorio del fiume Nestore’”, organizzato in collaborazione con la Provincia di Perugia, L’Università degli Studi del capoluogo regionale e Legambiente Umbria, interverranno il Presidente dell’Ente, Massimo Bianchi, Raol Segatori dell’ufficio valorizzazione dei sistemi naturalistici della Regione dell’Umbria e il dirigente della Comunità Montana Louis Montagnoli. Interverranno inoltre per l’Università degli Studi di Perugia Roberto Venanzoni, Daniela Gigante e Bernardino Ragni, per Legambiente Mauro Frattegiani.
L’obiettivo del progetto che verrà presentato è quello della definizione di un piano di gestione condiviso da tutti i portatori di interessi del territorio. Lo scopo del piano di gestione è quindi quello di promuovere lo sviluppo dei sistemi ambientali, la valorizzazione delle loro risorse e una loro fruizione sostenibile.
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L’AREA DEL TRASIMENO UN MODELLO DELLE POLITICHE DI SVILUPPO SOSTENIBILE
TRASIMENO - L’area del Trasimeno può diventare un modello su scala reale delle politiche di sviluppo sostenibile: ne è fermamente convinta la Provincia di Perugia che si fa promotrice ed Ente capofila di un progetto di sviluppo sostenibile per questo territorio, sul quale chiede la condivisione da parte dei soggetti pubblici e privati che vi gravitano.
Questa mattina si è tenuto a Perugia un incontro tra l’Amministrazione provinciale, rappresentata dal vicepresidente Palmiro Giovagnola e dall’assessore all’ambiente Sauro Cristofani, e gli enti locali del territorio lacustre per illustrare le linee guida di un nuovo programma di sviluppo integrato, di ampio respiro, che vuole candidare il Trasimeno, appunto, a modello di gestione ambientalmente sostenibile.
«Quest’area – spiegano gli amministratori provinciali – è luogo naturalmente deputato allo sviluppo di progetti che hanno come obiettivo la valorizzazione del filone ambiente-cultura-turismo e che vedono la compartecipazione di soggetti pubblici e privati, interessati a conservare quella stretta interconnessione fra valenze naturalistiche, paesaggistiche, storiche e culturali che si intrecciano in un equilibrio difficilmente reperibile altrove».
La Provincia di Perugia si fa dunque promotrice e ispiratrice di un cammino che dovrà approdare alla redazione “di un Piano strategico che progetta e produce iniziative in grado di raggiungere l’obiettivo di un marchio territoriale di qualità, che trova il suo naturale sbocco nella certificazione globale dell’area, garantendo uno sviluppo equilibrato, durevole e compatibile con le risorse territoriali”. Questo percorso si articola in tre fasi: la ricognizione completa degli interventi effettuati o in itinere nell’ambito del territorio lacuale, l’individuazione di elementi di criticità (nel caso in cui siano presenti) delle azioni messe in atto, e la formulazione di proposte nuove, più incisive e integrate tra loro che costituiscano appunto l’ossatura di un Piano di sviluppo sostenibile.
Sono otto le direttrici individuate lungo cui si dovrà snodare l’elaborazione di questo Piano integrato per il Trasimeno e che vanno a toccare tutti i settori. A partire dalla gestione e dal controllo del bacino lacustre dal punto di vista idrogeologico e di bilancio idrico, passando per il versante agricolo ed il campo della pesca. Un capitolo a parte è invece riservato alla pianificazione delle filiere di produzione di energia rinnovabile.
Si dovrà in più mettere mano al piano di qualità territoriale, approdando alla creazione di un marchio che rappresenta e impegna gli attori del territorio ad uno sviluppo sostenibile e coordinato, e all’istituzione di un vero e proprio Manifesto della qualità che si dovrà articolare in più disciplinari (Manifesto del turismo, dell’agricoltura, dell’artigianato e degli Enti pubblici). Infine anche in campo economico si tratterà di ispirare le azioni ai principi dello sviluppo sostenibile, inserendo gradualmente nuovi punti di vista nella programmazione e nella valutazione dell’impatto delle attività da realizzare, nell’ottica di rispettare e preservare a lungo le risorse naturali, culturali e sociali di quest’area.
Questa mattina si è tenuto a Perugia un incontro tra l’Amministrazione provinciale, rappresentata dal vicepresidente Palmiro Giovagnola e dall’assessore all’ambiente Sauro Cristofani, e gli enti locali del territorio lacustre per illustrare le linee guida di un nuovo programma di sviluppo integrato, di ampio respiro, che vuole candidare il Trasimeno, appunto, a modello di gestione ambientalmente sostenibile.
«Quest’area – spiegano gli amministratori provinciali – è luogo naturalmente deputato allo sviluppo di progetti che hanno come obiettivo la valorizzazione del filone ambiente-cultura-turismo e che vedono la compartecipazione di soggetti pubblici e privati, interessati a conservare quella stretta interconnessione fra valenze naturalistiche, paesaggistiche, storiche e culturali che si intrecciano in un equilibrio difficilmente reperibile altrove».
La Provincia di Perugia si fa dunque promotrice e ispiratrice di un cammino che dovrà approdare alla redazione “di un Piano strategico che progetta e produce iniziative in grado di raggiungere l’obiettivo di un marchio territoriale di qualità, che trova il suo naturale sbocco nella certificazione globale dell’area, garantendo uno sviluppo equilibrato, durevole e compatibile con le risorse territoriali”. Questo percorso si articola in tre fasi: la ricognizione completa degli interventi effettuati o in itinere nell’ambito del territorio lacuale, l’individuazione di elementi di criticità (nel caso in cui siano presenti) delle azioni messe in atto, e la formulazione di proposte nuove, più incisive e integrate tra loro che costituiscano appunto l’ossatura di un Piano di sviluppo sostenibile.
Sono otto le direttrici individuate lungo cui si dovrà snodare l’elaborazione di questo Piano integrato per il Trasimeno e che vanno a toccare tutti i settori. A partire dalla gestione e dal controllo del bacino lacustre dal punto di vista idrogeologico e di bilancio idrico, passando per il versante agricolo ed il campo della pesca. Un capitolo a parte è invece riservato alla pianificazione delle filiere di produzione di energia rinnovabile.
Si dovrà in più mettere mano al piano di qualità territoriale, approdando alla creazione di un marchio che rappresenta e impegna gli attori del territorio ad uno sviluppo sostenibile e coordinato, e all’istituzione di un vero e proprio Manifesto della qualità che si dovrà articolare in più disciplinari (Manifesto del turismo, dell’agricoltura, dell’artigianato e degli Enti pubblici). Infine anche in campo economico si tratterà di ispirare le azioni ai principi dello sviluppo sostenibile, inserendo gradualmente nuovi punti di vista nella programmazione e nella valutazione dell’impatto delle attività da realizzare, nell’ottica di rispettare e preservare a lungo le risorse naturali, culturali e sociali di quest’area.
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mercoledì 29 novembre 2006
MAGIONE FIRMA IL PROTOCOLLO D’INTESA PER MIGLIORARE LA QUALITÀ DELL’ARIA
MAGIONE – Quest’anno anche Magione si è aggiunta, insieme ad altri 9 comuni umbri, al protocollo d’intesa “Per la riduzione degli inquinanti in atmosfera” firmato con la Regione Umbria, le Province di Perugia e Terni, Arpa (Agenzia regionale per l’ambiente) e i comuni di Perugia, Terni e Spoleto che avevano aderito anche lo scorso anno. Le azioni indicate nell’accordo sono rivolte alla riduzione dei livelli di inquinamento delle polveri sottili (Pm 10), attuando un costante monitoraggio della qualità dell’aria ed interventi programmati e differenziati di limitazione del traffico nel periodo invernale. Il tutto sarà supportato da un’accurata campagna informativa, “Spolveriamo l’aria”, gestita dall’Arpa.
Oltre al monitoraggio con le 10 centraline già esistenti e le tre che arriveranno entro il 2007, gli interventi riguarderanno la limitazione ed il blocco della circolazione nel periodo compreso tra il 30 novembre ed il 31 marzo. Nei giorni di giovedì e venerdì, dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30, ci sarà infatti il divieto di circolazione nelle aree urbane, dei veicoli a benzina e diesel e dei ciclomotori a due tempi ‘Pre euro’.
Oltre al monitoraggio con le 10 centraline già esistenti e le tre che arriveranno entro il 2007, gli interventi riguarderanno la limitazione ed il blocco della circolazione nel periodo compreso tra il 30 novembre ed il 31 marzo. Nei giorni di giovedì e venerdì, dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30, ci sarà infatti il divieto di circolazione nelle aree urbane, dei veicoli a benzina e diesel e dei ciclomotori a due tempi ‘Pre euro’.
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martedì 7 novembre 2006
AL CENTRO PANTA REI UN INCONTRO SULLA VALORIZZAZIONE E LO SVILUPPO DELL’AREA DEL TRASIMENO
TRASIMENO – Venerdì 10 novembre 2006 presso il Centro Panta Rei a partire dalle 16, si terrà una confronto dibattito sul tema: “Ottobre 1976 – Ottobre 2006: trent’anni di impegno nella tutela del territorio, nella valorizzazione dell’impresa cooperativa agricola, nell’ agricoltura sociale e prospettive per il futuro”.
Al dibattito, organizzato della Cooperativa La Buona Terra, in merito ai progetti futuri ed allo sviluppo dell’area del Trasimeno, oltre a Dino Mengucci, presidente dell’associazione organizzatrice, il presidente ANCA Umbria – Legacoop, Graziano Pedetti, Enzo Ronca, consigliere regionale, Massimo Bianchi, presidente della CM "Monti del Trasimeno", Adolfo Orsini, amministratore unico "ARUSIA" ed il presidente della Giunta Regionale, Maria Rita Lorenzetti che concluderà l’incontro.
Al termine del dibattito si potranno degustare i prodotti della "filiera del casolare” di cui Panta Rei è capofila oltre ai prodotti dei soci.
Al dibattito, organizzato della Cooperativa La Buona Terra, in merito ai progetti futuri ed allo sviluppo dell’area del Trasimeno, oltre a Dino Mengucci, presidente dell’associazione organizzatrice, il presidente ANCA Umbria – Legacoop, Graziano Pedetti, Enzo Ronca, consigliere regionale, Massimo Bianchi, presidente della CM "Monti del Trasimeno", Adolfo Orsini, amministratore unico "ARUSIA" ed il presidente della Giunta Regionale, Maria Rita Lorenzetti che concluderà l’incontro.
Al termine del dibattito si potranno degustare i prodotti della "filiera del casolare” di cui Panta Rei è capofila oltre ai prodotti dei soci.
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giovedì 19 ottobre 2006
LAVORI DI MANUTENZIONE ORDINARIA SUI TORRENTI MOIANO, MARANZANO, TRESA E RIO MAGGIORE
TRASIMENO – La giunta provinciale ha approvato il progetto preliminare e definitivo per procedere ad opere di manutenzione ordinaria delle parti elettriche e metalliche e per il ripristino delle parti in calcestruzzo delle strutture portanti delle paratoie di intercettazione sui torrenti Moiano, Maranzano, Tresa e Rio Maggiore.
Per quanto concerne i lavori di manutenzione delle parti elettriche i lavori, progettati dal Servizio Difesa e gestione idraulica dell’Ente, si rendono necessari al fine di poter affrontare la stagione autunnale con la strumentazione perfettamente funzionante evitando così agli addetti ai lavori di trovarsi in difficoltà nei casi di piena. In particolar modo si lavorerà sulle paratoie dei torrenti Moiano e Maranzano in quanto si dovrà provvedere alla sostituzione completa di un centralino da parete e di un interruttore rovinati da un temporale. La manutenzione delle parti metalliche invece, è necessaria dato che è dal 1964 che non sono state oggetto di manutenzione e allo stato attuale mostrano un lieve degrado dovuto all’azione del tempo e degli agenti atmosferici. Si è ritenuto inoltre doveroso intervenire su una parte delle strutture in acciaio, al fine di poter affrontare la stagione autunnale, periodo più piovoso dell’anno, con la strumentazione adibita alla regimentazione delle acque verso il lago Tarsimeno.
Infine, si lavora anche per ripristinare le parti in calcestruzzo delle strutture portanti sui torrenti Tresa e Rio Maggiore.
L’importo complessivo dei lavori di manutenzione sarà di 47.950 €.
Per quanto concerne i lavori di manutenzione delle parti elettriche i lavori, progettati dal Servizio Difesa e gestione idraulica dell’Ente, si rendono necessari al fine di poter affrontare la stagione autunnale con la strumentazione perfettamente funzionante evitando così agli addetti ai lavori di trovarsi in difficoltà nei casi di piena. In particolar modo si lavorerà sulle paratoie dei torrenti Moiano e Maranzano in quanto si dovrà provvedere alla sostituzione completa di un centralino da parete e di un interruttore rovinati da un temporale. La manutenzione delle parti metalliche invece, è necessaria dato che è dal 1964 che non sono state oggetto di manutenzione e allo stato attuale mostrano un lieve degrado dovuto all’azione del tempo e degli agenti atmosferici. Si è ritenuto inoltre doveroso intervenire su una parte delle strutture in acciaio, al fine di poter affrontare la stagione autunnale, periodo più piovoso dell’anno, con la strumentazione adibita alla regimentazione delle acque verso il lago Tarsimeno.
Infine, si lavora anche per ripristinare le parti in calcestruzzo delle strutture portanti sui torrenti Tresa e Rio Maggiore.
L’importo complessivo dei lavori di manutenzione sarà di 47.950 €.
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