Grande attenzione viene data da qualche tempo in Italia al fenomeno dell’immigrazione di persone provenienti dai paesi extra-europei. Le cronache di tutti i giorni ci parlano di stranieri che delinquono, che sono invischiati in traffici poco leciti, si è venuta a creare una sorta di psicosi collettiva che di certo non aiuta a migliorare la situazione.
Sembra quasi che tutti gli stranieri presenti sul territorio italiano siano persone che vengano “da noi” con l’intenzione di creare problemi.
La realtà è che se è sotto gli occhi di tutti che ci sono sacche di criminalità diffusa tra gli stranieri e pur sempre vero che la stragrande maggioranza degli immigrati che hanno scelto l’Italia, per le più svariate ragioni, come patria adottiva lavora e fa sacrifici per riuscire ad integrarsi in un Paese che gli offre la possibilità di migliorare le proprie condizioni di vita a differenza del proprio Paese d’origine.
Mentre il governo centrale, con il cosiddetto pacchetto sicurezza, sta cercando di mettere mano ad una questione che è avvertita, oggi, come di massima importanza, a Perugia da qualche anno si è imboccata la strada dell’integrazione degli immigrati per mezzo del coinvolgimento e la partecipazione alla vita politico-sociale della città.
Sono circa 80mila gli immigrati regolari che, secondo le stime dell’ultimo Dossier Caritas/Migrantes, vivono in Umbria, quasi il 9 per cento della popolazione totale, il 2,7 per cento in più rispetto al dato nazionale.
Proprio per rispondere alle problematiche che emergono alla luce di questa massiccia presenza di stranieri, da circa un anno e mezzo, il Comune di Perugia, grazie anche all’aiuto della diverse comunità di stranieri presenti sul territorio, ha istituito la “Consulta cittadina per la rappresentanza delle Comunità straniere”.
La Consulta con sede nel centro storico di Perugia in via Imbriani 2, il cui presidente è il marocchino Mustapha El Azzab, nata il 9 settembre 2006, come si legge nel regolamento della stessa, “ha come finalità l’informazione e il coordinamento delle realtà cittadine attive nel settore; la funzione consultiva in quanto sede privilegiata di confronto tra Comune e società civile; la funzione propositiva in quanto partecipa attivamente alla definizione delle strategie, priorità, obiettivi e strumenti attuativi relativi ai programmi di contenuto multietnico e interculturale dell’intera amministrazione”.
La Consulta è un atto di fiducia nel dialogo, nella convivenza civile e nell’arricchimento delle reciproche esperienze, nella possibilità di una crescita comune, in una realtà come quella perugina che in futuro sarà naturalmente diversa da quella che abbiamo conosciuto fin ora.
Il passo successivo è stata l’iniziativa, promossa sempre dal Comune, di inserire all’interno del Consiglio Comunale due consiglieri aggiunti, eletti tra la comunità di stranieri residenti nel territorio perugino.
L’ivoriano Gosse Fran Henri e l’ecuadoriano Ortiz Munoz Wilson Anibal, eletti il 13 maggio 2007, lavorano tuttora all’interno del Consiglio Comunale, e nonostante i tanti problemi che hanno dovuto affrontare dal momento del loro insediamento, cercano di far conoscere meglio e di proporre le strategie da adottare in merito alla questione immigrazione.
I due consiglieri proseguono quindi il lavoro fatto fino ad ora con la stretta collaborazione della Consulta i cui membri, con entusiasmo e partecipazione, cercano di portare a compimento le finalità che questa si è prefissa.
Un importante strumento che in questi mesi la Consulta degli stranieri, sta portando a termine è la creazione di un periodico informativo che si basa sull’entusiasmo di tutte quelle donne e quegli uomini che riunendosi in una grande comunità multiculturale sentono l’esigenza di far sentire la propria voce, di aiutare gli immigrati che sono presenti o che arriveranno a Perugia ma, che prende spunto, anche, dall’esigenza di queste persone provenienti dai più disparati Paesi del mondo di farsi conoscere dal cittadino perugino, di stabilire con esso un rapporto di fiducia che finora è spesso mancato. Un giornale che si rivolgerà quindi non solo agli stranieri ma anche ai cittadini italiani per favorire la costruzione di una società fondata sul rispetto e la tolleranza delle diversità in gioco.
La linea seguita fino ad oggi da Perugia sembra quella giusta anche se non sempre o non ancora ha fornito le risposte adatte a tutte le problematiche presenti nel territorio. Ma solo attraverso dialogo e partecipazione alla vita politico-sociale di una comunità si può cercare di coinvolgere i cittadini, siano essi italiani o stranieri in questo non c’è nessuna differenza, alla vita pubblica ed al rispetto della società di cui si fa parte.
Restiamo comunque in attesa dei provvedimenti che il Parlamento attuerà in materia, sperando che le nuove norme riescano a fornire soluzioni valide e reali ad un questione così complessa.
Box informativo
Consulta cittadina per la rappresentanza delle Comunità straniere
Sede: via Imbriani, 2
Presidente: Mustapha El Azzab
Telefono: 075.5735569
E-mail: consultaimmigrazioneperugia@hotmail.it
Link utili
www.immigrazioneinumbria.it
www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/temi/immigrazione
www.italia.gov.it
www.stranieriinitalia.it
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sabato 21 giugno 2008
venerdì 20 giugno 2008
Tra cielo ed acqua: le emozioni del kitesurf
Li chiamano sport estremi, ma il pericolo è solo una componente calcolata di queste discipline. Si praticano in mare, al lago, sospesi a dieci metri d'altezza o su uno scafo lanciato a velocità. Oppure in montagna, appesi mani e piedi a una parete scoscesa.
Assicurano intense scariche di adrenalina, ma restano accessibili a tutti. Rischi? Per gli appassionati è molto più pericoloso giocare a calcetto. Basta seguire un corso di preparazione e conoscere i propri limiti.
Lo sport del momento è il kitesurf.
Deriva dal windsurf, ma a differenza del primo non utilizza una vela per spostarsi sull'acqua, ma un aquilone, il kite appunto.
Come nel windsurf si cavalca una tavola sullo specchio d’acqua e si riesce a praticarlo anche senza onde.
Nato appena dieci anni fa alle isole Hawaii, pur non raggiungendo ancora in Italia una grande popolarità, ha conosciuto ultimamente uno sviluppo formidabile.
Il kitesurf ti permette di planare sull’acqua, di eseguire manovre in volo o di surfare sulle onde.
Già con pochi nodi di vento (le condizioni minime sono intorno ai 10-12 nodi) si possono fare i primi bordi mentre con venti superiori (fino ai 30 nodi) si possono eseguire dei voli spettacolari.
Naturalmente a seconda dell’intensità del vento variano le dimensioni del kite, più nodi di vento ci sono meno ampio sarà l’aquilone.
Prima di iniziare la pratica è obbligatorio seguire un corso che fornisca tutte le basi per utilizzare con sicurezza questo strumento affascinante.
L'attrezzatura è essenziale: una tavola bi-direzionale lunga circa un metro e mezzo, un aquilone gonfiabile (KITE o ALA), quattro linee di circa 25 metri, una barra (BOMA) che serve a manovrare l’ala ed un TRAPEZIO, fissato all’addome del kitesurfer, che lo aggancia alla stessa ala. Tutta l’attrezzatura occupa lo spazio di uno zaino da campeggio e questa è una bella differenza rispetto al windsurf, disciplina da cui deriva questo nuovo sport.
Con 1500-2000 euro si compra un'attrezzatura di ottimo livello (muta e scarpe comprese), ma almeno per iniziare si può optare per qualcosa di più economico se non addirittura di seconda mano riducendo così la spesa.
A Perugia da circa un anno è possibile praticare questo sport grazie all’iniziativa di alcuni appassionati che hanno creato, a Tuoro sul Trasimeno, la Kite Company, un’associazione sportiva dilettantistica no-profit per la pratica del kitesurf, del wakeboard e del windsurf.
Siamo andati a trovarli nel loro SPOT, il luogo dove si pratica il kitesurf, a Punta Navaccia.
Li abbiamo trovati intendi a scrutare il cielo in attesa del vento buono che gli permettesse di entrare in acqua ed iniziare le manovre che questo sport permette di eseguire.
L’associazione riconosciuta dall’IKO (International Kiteboarding Organization) e dalla UISP (Unione Italiana Sport Per tutti) organizza dei corsi, base o avanzati, per la pratica del kitesurf ma anche del wakeboard e del windsurf. I corsi di kitesurf, ci spiega Enrico Cortona, presidente ed istruttore IKO dell’associazione, vengono fatti su appuntamento, il costo è di 300 euro per una durata di circa otto ore che si articolano tra lezioni teoriche (molta importanza viene data alla sicurezza) e pratiche, con gli istruttori che impartiscono le istruzioni da una barca appoggio che segue lo “studente” in modo da poter correggere immediatamente gli eventuali errori, il tutto tramite il caschetto radio indossato dal kitesurfer.
La disciplina sta riscuotendo sempre più successo, tanti sono i curiosi che si avvicinano al kitesurf, lo scorso anno circa 100 persone hanno voluto provare, al Trasimeno, l’emozione di trovarsi sospesi tra cielo ed acqua, e le previsioni di quest’anno, ci dicono dall’associazione, sono di un incremento del numero di praticanti.
Il lago Trasimeno poi, è la location ideale per questo tipo di sport, nello spot di Punta Navaccia soffiano venti side-shore, tramontana e maestrale, così come lo scirocco e il ponente spostandosi di pochi metri lungo la baia.
Nel caso in cui, invece, non ci sia il vento adatto alle evoluzioni del kitesurf, la mancanza di onde nel lago, permette di optare per wakeboard. Qui il motore delle evoluzioni non è il vento come per il kitesurf, ma uno scafo lanciato a velocità che ti trascina lungo lo specchio d’acqua e ti permette di surfare e di saltare sul pelo dell’acqua a “bordo” di una tavola.
Tra i membri dell’associazione c’è poi chi, come Gianluca Merla, si è tolto la soddisfazione di conquistare il terzo posto nella seconda edizione della C&C Campus e Contest di Torre Guaceto (Brindisi) organizzata nei primi di giugno, nella gara di speed per kitesurf raggiungendo 17.9 nodi di velocità.
Non serve un fisico allenato e non ci sono limiti d' età, insomma ora che la bella stagione è finalmente arrivata quale migliore occasione per provare anche noi le emozioni del kitesurf, sport che offre sicuramente una buona dose di adrenalina ma che, tra terra, cielo ed acqua ti permette anche di stare a contatto con la natura.
Box informativo
Per la scuola di kitesurf di Tuoro sul Trasimeno
www.kitecompany.it
www.scuolakitesurf.it
info@kitecompany.it
Telefoni: 347.3720416 - 346.7982249 - 334.9794208
Link utili
www.kitesurfing.it
www.surftribe.it/kitesurf
www.ikorg.com
www.uisp.it
Assicurano intense scariche di adrenalina, ma restano accessibili a tutti. Rischi? Per gli appassionati è molto più pericoloso giocare a calcetto. Basta seguire un corso di preparazione e conoscere i propri limiti.
Lo sport del momento è il kitesurf.
Deriva dal windsurf, ma a differenza del primo non utilizza una vela per spostarsi sull'acqua, ma un aquilone, il kite appunto.
Come nel windsurf si cavalca una tavola sullo specchio d’acqua e si riesce a praticarlo anche senza onde.
Nato appena dieci anni fa alle isole Hawaii, pur non raggiungendo ancora in Italia una grande popolarità, ha conosciuto ultimamente uno sviluppo formidabile.
Il kitesurf ti permette di planare sull’acqua, di eseguire manovre in volo o di surfare sulle onde.
Già con pochi nodi di vento (le condizioni minime sono intorno ai 10-12 nodi) si possono fare i primi bordi mentre con venti superiori (fino ai 30 nodi) si possono eseguire dei voli spettacolari.
Naturalmente a seconda dell’intensità del vento variano le dimensioni del kite, più nodi di vento ci sono meno ampio sarà l’aquilone.
Prima di iniziare la pratica è obbligatorio seguire un corso che fornisca tutte le basi per utilizzare con sicurezza questo strumento affascinante.
L'attrezzatura è essenziale: una tavola bi-direzionale lunga circa un metro e mezzo, un aquilone gonfiabile (KITE o ALA), quattro linee di circa 25 metri, una barra (BOMA) che serve a manovrare l’ala ed un TRAPEZIO, fissato all’addome del kitesurfer, che lo aggancia alla stessa ala. Tutta l’attrezzatura occupa lo spazio di uno zaino da campeggio e questa è una bella differenza rispetto al windsurf, disciplina da cui deriva questo nuovo sport.
Con 1500-2000 euro si compra un'attrezzatura di ottimo livello (muta e scarpe comprese), ma almeno per iniziare si può optare per qualcosa di più economico se non addirittura di seconda mano riducendo così la spesa.
A Perugia da circa un anno è possibile praticare questo sport grazie all’iniziativa di alcuni appassionati che hanno creato, a Tuoro sul Trasimeno, la Kite Company, un’associazione sportiva dilettantistica no-profit per la pratica del kitesurf, del wakeboard e del windsurf.
Siamo andati a trovarli nel loro SPOT, il luogo dove si pratica il kitesurf, a Punta Navaccia.
Li abbiamo trovati intendi a scrutare il cielo in attesa del vento buono che gli permettesse di entrare in acqua ed iniziare le manovre che questo sport permette di eseguire.
L’associazione riconosciuta dall’IKO (International Kiteboarding Organization) e dalla UISP (Unione Italiana Sport Per tutti) organizza dei corsi, base o avanzati, per la pratica del kitesurf ma anche del wakeboard e del windsurf. I corsi di kitesurf, ci spiega Enrico Cortona, presidente ed istruttore IKO dell’associazione, vengono fatti su appuntamento, il costo è di 300 euro per una durata di circa otto ore che si articolano tra lezioni teoriche (molta importanza viene data alla sicurezza) e pratiche, con gli istruttori che impartiscono le istruzioni da una barca appoggio che segue lo “studente” in modo da poter correggere immediatamente gli eventuali errori, il tutto tramite il caschetto radio indossato dal kitesurfer.
La disciplina sta riscuotendo sempre più successo, tanti sono i curiosi che si avvicinano al kitesurf, lo scorso anno circa 100 persone hanno voluto provare, al Trasimeno, l’emozione di trovarsi sospesi tra cielo ed acqua, e le previsioni di quest’anno, ci dicono dall’associazione, sono di un incremento del numero di praticanti.
Il lago Trasimeno poi, è la location ideale per questo tipo di sport, nello spot di Punta Navaccia soffiano venti side-shore, tramontana e maestrale, così come lo scirocco e il ponente spostandosi di pochi metri lungo la baia.
Nel caso in cui, invece, non ci sia il vento adatto alle evoluzioni del kitesurf, la mancanza di onde nel lago, permette di optare per wakeboard. Qui il motore delle evoluzioni non è il vento come per il kitesurf, ma uno scafo lanciato a velocità che ti trascina lungo lo specchio d’acqua e ti permette di surfare e di saltare sul pelo dell’acqua a “bordo” di una tavola.
Tra i membri dell’associazione c’è poi chi, come Gianluca Merla, si è tolto la soddisfazione di conquistare il terzo posto nella seconda edizione della C&C Campus e Contest di Torre Guaceto (Brindisi) organizzata nei primi di giugno, nella gara di speed per kitesurf raggiungendo 17.9 nodi di velocità.
Non serve un fisico allenato e non ci sono limiti d' età, insomma ora che la bella stagione è finalmente arrivata quale migliore occasione per provare anche noi le emozioni del kitesurf, sport che offre sicuramente una buona dose di adrenalina ma che, tra terra, cielo ed acqua ti permette anche di stare a contatto con la natura.
Box informativo
Per la scuola di kitesurf di Tuoro sul Trasimeno
www.kitecompany.it
www.scuolakitesurf.it
info@kitecompany.it
Telefoni: 347.3720416 - 346.7982249 - 334.9794208
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www.kitesurfing.it
www.surftribe.it/kitesurf
www.ikorg.com
www.uisp.it
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lunedì 21 aprile 2008
Perugia sul tetto d’Europa La Sirio Perugia di pallavolo vince la sua seconda Champions League
Due anni dopo il successo di Cannes la Sirio Perugia si è aggiudicata l’Indesit European Champions League, il trofeo più prestigioso a livello continentale, battendo in finale, con un netto 3 a 1, le russe dello Zarechie Odintsovo che annoverano tra le proprie fila vecchie conoscenze del campionato italiano come la Sokolova e la Zhukova.
Il 6 aprile scorso, infatti, sono state le ragazze umbre guidate dal coach Emanuele Sbano a festeggiare, insieme ai propri sostenitori, nel Palacio de los Deportes di Murcia.
Una vittoria meritata per quello che Perugia ha fatto vedere in tutto il torneo. Per arrivare ad alzare la coppa, le ragazze hanno dovuto superare in due derby prima Jesi e poi in semifinale Novara, Murcia nel girone di qualificazione e quindi le russe (già battute un anno fa nella finale di coppa Cev in casa) nella finale.
La coppa quindi resta in Italia per il quarto anno consecutivo. Nelle ultime quattro edizioni, infatti, si sono state due squadre italiane a vincere il trofeo la Sirio (2006 – 2008) e la Foppapedretti Bergamo (2005 – 2007), questo a testimonianza dell’alto livello raggiunto dal volley italiano sia a livello di club che a livello di nazionale.
Altra soddisfazione nella notte di Murcia il riconoscimento quale migliore giocatrice della finale a Simona Gioli. La centrale, che milita da sei stagioni nella formazione umbra, ha trascinato le sue compagne alla conquista del trofeo, con i 21 punti della finale.
La giocatrice così ha commentato al termine della partita: «Sono due anni che aspettavo questo momento. A Cannes non ero in campo nella finale ma stavolta ho fatto di tutto per conquistare la coppa. Siamo state capaci – continua la Gioli – di raggiungere questo traguardo grazie al grande spirito del gruppo. Abbiamo lavorato veramente sodo per conquistare il trofeo, pertanto, ora siamo ancor più soddisfatte di aver raggiunto il nostro scopo. È sicuramente una squadra stupefacente la nostra. Il premio di Mvp – conclude – non me lo aspettavo perché abbiamo giocato tutte bene ed abbiamo tagliato insieme questo prestigioso traguardo. La marcia in più è la mentalità vincente del gruppo, quando siamo arrivate a Murcia ci siamo dette che la coppa doveva essere nostra e ci siamo riuscite».
Soddisfatto anche il coach Emanuele Sbano: «Siamo al settimo cielo, era un obiettivo a cui tenevamo davvero tantissimo, vincere in questa maniera è davvero stupendo. Sono due anni che stavamo pensando di tornare ad alzare questa coppa. Senza nulla togliere alle altre competizioni, la Champions League regala sensazioni ineguagliabili. Il segreto della squadra? Il gruppo, la tecnica e le qualità morali. Quando le ragazze vogliono ottenere qualcosa ci mettono l’anima».
Ormai abituato ai successi il presidente Carlo Iacone si lascia andare: «Abbiamo cercato con tutte le nostre forze di ottenere questo successo e lo festeggeremo degnamente, ma questo non ci fa venire meno la voglia di continuare a lottare in questa stagione per puntare anche allo scudetto. Siamo una società che incute rispetto e timore sempre ed ovunque. Con una mentalità vincente in campo e non solo. Abbiamo dimostrato che nei momenti importanti ci siamo. E continueremo a dimostrarlo».
Dopo i giusti festeggiamenti a cui si riferiva il presidente Iacone, le ragazze sono tornate subito al lavoro per cercare di raggiungere l’ultimo obiettivo stagionale, lo scudetto.
Nel cammino verso il tricolore la Sirio Perugia, che ha terminato la stagione regolare al terzo posto, si è trovata di fronte ai quarti la Yamamay Busto Arsizio battuta 2-0 (3-2; 2-0) ed in semifinale la Foppapedretti Bergamo superata per 2 a 1 (3-2; 0-3; 3-2).
Adesso le ragazze umbre se la dovranno vedere nella finale scudetto (al meglio delle 5 partite) contro la Scavolini Pesaro, prima al termine della regular season, uscita vincitrice per 2 a 0 (3-1; 3-1) dall’altra semifinale con l’Asystel Novara.
Il 6 aprile scorso, infatti, sono state le ragazze umbre guidate dal coach Emanuele Sbano a festeggiare, insieme ai propri sostenitori, nel Palacio de los Deportes di Murcia.
Una vittoria meritata per quello che Perugia ha fatto vedere in tutto il torneo. Per arrivare ad alzare la coppa, le ragazze hanno dovuto superare in due derby prima Jesi e poi in semifinale Novara, Murcia nel girone di qualificazione e quindi le russe (già battute un anno fa nella finale di coppa Cev in casa) nella finale.
La coppa quindi resta in Italia per il quarto anno consecutivo. Nelle ultime quattro edizioni, infatti, si sono state due squadre italiane a vincere il trofeo la Sirio (2006 – 2008) e la Foppapedretti Bergamo (2005 – 2007), questo a testimonianza dell’alto livello raggiunto dal volley italiano sia a livello di club che a livello di nazionale.
Altra soddisfazione nella notte di Murcia il riconoscimento quale migliore giocatrice della finale a Simona Gioli. La centrale, che milita da sei stagioni nella formazione umbra, ha trascinato le sue compagne alla conquista del trofeo, con i 21 punti della finale.
La giocatrice così ha commentato al termine della partita: «Sono due anni che aspettavo questo momento. A Cannes non ero in campo nella finale ma stavolta ho fatto di tutto per conquistare la coppa. Siamo state capaci – continua la Gioli – di raggiungere questo traguardo grazie al grande spirito del gruppo. Abbiamo lavorato veramente sodo per conquistare il trofeo, pertanto, ora siamo ancor più soddisfatte di aver raggiunto il nostro scopo. È sicuramente una squadra stupefacente la nostra. Il premio di Mvp – conclude – non me lo aspettavo perché abbiamo giocato tutte bene ed abbiamo tagliato insieme questo prestigioso traguardo. La marcia in più è la mentalità vincente del gruppo, quando siamo arrivate a Murcia ci siamo dette che la coppa doveva essere nostra e ci siamo riuscite».
Soddisfatto anche il coach Emanuele Sbano: «Siamo al settimo cielo, era un obiettivo a cui tenevamo davvero tantissimo, vincere in questa maniera è davvero stupendo. Sono due anni che stavamo pensando di tornare ad alzare questa coppa. Senza nulla togliere alle altre competizioni, la Champions League regala sensazioni ineguagliabili. Il segreto della squadra? Il gruppo, la tecnica e le qualità morali. Quando le ragazze vogliono ottenere qualcosa ci mettono l’anima».
Ormai abituato ai successi il presidente Carlo Iacone si lascia andare: «Abbiamo cercato con tutte le nostre forze di ottenere questo successo e lo festeggeremo degnamente, ma questo non ci fa venire meno la voglia di continuare a lottare in questa stagione per puntare anche allo scudetto. Siamo una società che incute rispetto e timore sempre ed ovunque. Con una mentalità vincente in campo e non solo. Abbiamo dimostrato che nei momenti importanti ci siamo. E continueremo a dimostrarlo».
Dopo i giusti festeggiamenti a cui si riferiva il presidente Iacone, le ragazze sono tornate subito al lavoro per cercare di raggiungere l’ultimo obiettivo stagionale, lo scudetto.
Nel cammino verso il tricolore la Sirio Perugia, che ha terminato la stagione regolare al terzo posto, si è trovata di fronte ai quarti la Yamamay Busto Arsizio battuta 2-0 (3-2; 2-0) ed in semifinale la Foppapedretti Bergamo superata per 2 a 1 (3-2; 0-3; 3-2).
Adesso le ragazze umbre se la dovranno vedere nella finale scudetto (al meglio delle 5 partite) contro la Scavolini Pesaro, prima al termine della regular season, uscita vincitrice per 2 a 0 (3-1; 3-1) dall’altra semifinale con l’Asystel Novara.
sabato 19 aprile 2008
Festival Internazionale del Giornalismo: a Perugia i mostri sacri del giornalismo mondiale
Carl Bernstein: “Un buon giornalista deve sempre cercare di ottenere la migliore versione possibile della verità”
Grande successo di pubblico ha registrato anche quest’anno il “Festival Internazionale del Giornalismo” che per cinque giorni, dal 9 al 13 aprile, si è tenuto a Perugia. La manifestazione, giunta alla sua seconda edizione, ha l’ambizioso obiettivo di mettere a confronto di diversi tipi di giornalismo mondiale.
L’edizione 2008 del Festival ha visto la partecipazione di un pubblico composto soprattutto da giovani che, attratti dalla professione giornalistica, non si sono fatti scappare l’occasione di “incontrare” alcuni dei mostri sacri del giornalismo mondiale, a cominciare dal fondatore de La Repubblica, Eugenio Scalfari, che ha aperto la manifestazione con una lectio magistralis sul mondo dei media e sul ruolo dei giornalisti.
La manifestazione si è poi snodata in diversi appuntamenti, tutti contraddistinti dalla presenza di prestigiosi giornalisti, a partire dall’inviata sui fronti di guerra del The Daily Mirror, Ann Leslie, per poi passare a Barbara Serra, conduttrice di Al Jazeera International, Gad Lerner, Lilli Gruber, Ezio Mauro, Marco Travaglio, Peter Gomez, per finire, ma la lista sarebbe ancora lunga, con Bachi Karkaria, vicedirettore del quotidiano The Times of India, Evan Cornog della Columbia University Graduate School Of Journalism e Knut Royce, vincitore per tre volte del premio Pulitzer.
Particolarmente interessante l’incontro dal titolo “Media e potere”, tenutosi giovedì 10 aprile, nel corso del quale si è analizzato il rapporto tra media e potere cercando di capire se i primi sono “ostaggi” del lavoro degli spin doctor, professionisti della comunicazione che lavorano per la politica.
Protagonisti del dibattito, Carl Bernstein, il giornalista americano che, insieme al collega Bob Woodward, con i suoi articoli per il The Washington Post, fece scoppiare il caso Watergate, che, nel 1974, costrinze alle dimissioni l’allora presidente degli Stati Uniti, Richard Nixon; Alastair Campbell, considerato uno dei migliori spin doctor, che ha ricoperto questo ruolo durante il periodo di governo dell’ex primo ministro inglese, Tony Blair; Marcello Foa, inviato speciale de Il Giornale ed autore del libro “Gli stregoni della Notizia” nel quale ha analizzato criticamente il ruolo degli spin doctor. Nel ruolo di mediatore Angelo Mellone editorialista de Il Messaggero.
«Il lavoro dei giornalisti è quello di cercare di ottenere la migliore versione possibile della verità». Con queste parole esordisce Carl Bernstein, «un buon giornalista deve saper ascoltare, deve essere in grado di valutare le proprie fonti, le comunicazioni offerte ai media dagli spin doctor devono essere considerate soltanto il punto di partenza dal quale iniziare il lavoro di ricerca che sta alla base della professione giornalistica. Molto spesso però – continua – i giornalisti sono pigri, si limitano a riportare le notizie che provengono dalle fonti ufficiali, hanno perso la voglia di indagare, di scavare più in profondità». Un esempio lampante di questo atteggiamento è stata, secondo Bernstein, la guerra in Iraq. «Nei mesi che hanno preceduto l’inizio del conflitto, - sostiene – i media americani hanno abbandonato l’importante ruolo di guardiani del potere finendo per offrire, al presidente Bush ed ai suoi collaboratori, una cassa di risonanza per quanto riguarda le presunte armi di distruzione di massa in possesso di Saddam Hussein. I giornalisti americani – continua – sono riusciti a rifarsi solo dopo la fine della guerra, grazie al loro lavoro, infatti, si è scoperto che Saddam Hussein non aveva armi segrete e che il dittatore iracheno non aveva legami con i fondamentalisti islamici e non c’entrava nulla con l’11 settembre».
In sostanza Bernstein non ritiene che il malessere dell’informazione sia data dal lavoro, legittimo, degli spin doctor, piuttosto, ribadisce che «la cattiva informazione è data soprattutto dalla pigrezza dei giornalisti».
Critico rispetto alla posizione di Bernstein, Marcello Foa. L’inviato de Il Giornale ritiene invece che «sono proprio gli spin doctor a manipolare le informazioni fornendo ai media solo la versione ufficiale dei fatti che, non sempre, anzi quasi mai, rispecchia la verità. Quando poi le persone si rendono conto che ciò che gli è stato detto è falso – continua Foa – si innesca in loro quel fenomeno che sta alla base della perdita di fiducia nelle istituzioni e negli stessi media che contribuisce a svuotare il concetto stesso di democrazia».
Parte sulla difensiva, invece, Alastair Campbell, che, da ex spin doctor, cerca di difendere quello che è stato il suo lavoro fino a poco tempo fa dalle critiche di Foa. «Ritengo che sia legittimo che i leader politici abbiano delle persone che curino la loro comunicazione – sostiene – specie nelle nostre società in cui i media ricoprono un ruolo sempre più importante. Il compito degli spin doctor – continua Campbell – è quello di far conoscere alla gente cosa sta facendo il governo, questo non significa però che ciò che viene detto sia falso, al contrario, sono spesso i giornalisti a pensare che nelle parole dei politici e degli spin doctor ci sia la volontà di nascondere la verità. Io ad esempio posso garantire che Tony Blair non ha mai mentito agli inglesi e al Parlamento».
Grande successo di pubblico ha registrato anche quest’anno il “Festival Internazionale del Giornalismo” che per cinque giorni, dal 9 al 13 aprile, si è tenuto a Perugia. La manifestazione, giunta alla sua seconda edizione, ha l’ambizioso obiettivo di mettere a confronto di diversi tipi di giornalismo mondiale.
L’edizione 2008 del Festival ha visto la partecipazione di un pubblico composto soprattutto da giovani che, attratti dalla professione giornalistica, non si sono fatti scappare l’occasione di “incontrare” alcuni dei mostri sacri del giornalismo mondiale, a cominciare dal fondatore de La Repubblica, Eugenio Scalfari, che ha aperto la manifestazione con una lectio magistralis sul mondo dei media e sul ruolo dei giornalisti.
La manifestazione si è poi snodata in diversi appuntamenti, tutti contraddistinti dalla presenza di prestigiosi giornalisti, a partire dall’inviata sui fronti di guerra del The Daily Mirror, Ann Leslie, per poi passare a Barbara Serra, conduttrice di Al Jazeera International, Gad Lerner, Lilli Gruber, Ezio Mauro, Marco Travaglio, Peter Gomez, per finire, ma la lista sarebbe ancora lunga, con Bachi Karkaria, vicedirettore del quotidiano The Times of India, Evan Cornog della Columbia University Graduate School Of Journalism e Knut Royce, vincitore per tre volte del premio Pulitzer.
Particolarmente interessante l’incontro dal titolo “Media e potere”, tenutosi giovedì 10 aprile, nel corso del quale si è analizzato il rapporto tra media e potere cercando di capire se i primi sono “ostaggi” del lavoro degli spin doctor, professionisti della comunicazione che lavorano per la politica.
Protagonisti del dibattito, Carl Bernstein, il giornalista americano che, insieme al collega Bob Woodward, con i suoi articoli per il The Washington Post, fece scoppiare il caso Watergate, che, nel 1974, costrinze alle dimissioni l’allora presidente degli Stati Uniti, Richard Nixon; Alastair Campbell, considerato uno dei migliori spin doctor, che ha ricoperto questo ruolo durante il periodo di governo dell’ex primo ministro inglese, Tony Blair; Marcello Foa, inviato speciale de Il Giornale ed autore del libro “Gli stregoni della Notizia” nel quale ha analizzato criticamente il ruolo degli spin doctor. Nel ruolo di mediatore Angelo Mellone editorialista de Il Messaggero.
«Il lavoro dei giornalisti è quello di cercare di ottenere la migliore versione possibile della verità». Con queste parole esordisce Carl Bernstein, «un buon giornalista deve saper ascoltare, deve essere in grado di valutare le proprie fonti, le comunicazioni offerte ai media dagli spin doctor devono essere considerate soltanto il punto di partenza dal quale iniziare il lavoro di ricerca che sta alla base della professione giornalistica. Molto spesso però – continua – i giornalisti sono pigri, si limitano a riportare le notizie che provengono dalle fonti ufficiali, hanno perso la voglia di indagare, di scavare più in profondità». Un esempio lampante di questo atteggiamento è stata, secondo Bernstein, la guerra in Iraq. «Nei mesi che hanno preceduto l’inizio del conflitto, - sostiene – i media americani hanno abbandonato l’importante ruolo di guardiani del potere finendo per offrire, al presidente Bush ed ai suoi collaboratori, una cassa di risonanza per quanto riguarda le presunte armi di distruzione di massa in possesso di Saddam Hussein. I giornalisti americani – continua – sono riusciti a rifarsi solo dopo la fine della guerra, grazie al loro lavoro, infatti, si è scoperto che Saddam Hussein non aveva armi segrete e che il dittatore iracheno non aveva legami con i fondamentalisti islamici e non c’entrava nulla con l’11 settembre».
In sostanza Bernstein non ritiene che il malessere dell’informazione sia data dal lavoro, legittimo, degli spin doctor, piuttosto, ribadisce che «la cattiva informazione è data soprattutto dalla pigrezza dei giornalisti».
Critico rispetto alla posizione di Bernstein, Marcello Foa. L’inviato de Il Giornale ritiene invece che «sono proprio gli spin doctor a manipolare le informazioni fornendo ai media solo la versione ufficiale dei fatti che, non sempre, anzi quasi mai, rispecchia la verità. Quando poi le persone si rendono conto che ciò che gli è stato detto è falso – continua Foa – si innesca in loro quel fenomeno che sta alla base della perdita di fiducia nelle istituzioni e negli stessi media che contribuisce a svuotare il concetto stesso di democrazia».
Parte sulla difensiva, invece, Alastair Campbell, che, da ex spin doctor, cerca di difendere quello che è stato il suo lavoro fino a poco tempo fa dalle critiche di Foa. «Ritengo che sia legittimo che i leader politici abbiano delle persone che curino la loro comunicazione – sostiene – specie nelle nostre società in cui i media ricoprono un ruolo sempre più importante. Il compito degli spin doctor – continua Campbell – è quello di far conoscere alla gente cosa sta facendo il governo, questo non significa però che ciò che viene detto sia falso, al contrario, sono spesso i giornalisti a pensare che nelle parole dei politici e degli spin doctor ci sia la volontà di nascondere la verità. Io ad esempio posso garantire che Tony Blair non ha mai mentito agli inglesi e al Parlamento».
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Perugia
lunedì 23 luglio 2007
Colpito dalla notizia degli arresti di Ponte Felcino Mustapha El Azzab (presidente Consulta delle Comunità Straniere di Perugia): «Se qualcuno ha sbag
COMUNICATO STAMPA
Colpito dalla notizia degli arresti di Ponte Felcino
Mustapha El Azzab (presidente Consulta delle Comunità Straniere di Perugia): «Se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi»
Perugia, 22 luglio 2007 – «Sono rimasto davvero colpito – con queste parole il presidente della Consulta delle Comunità Straniere di Perugia, Mustapha El Azzab, commenta la notizia degli arresti di ieri mattina a Ponte Felcino di una presunta cellula terroristica – da anni conosco l’imam Mostapha El Korchi, una persona attiva e sempre disponibile che mai avrei pensato potesse essere coinvolto in simili questioni».
«El Korchi faceva anche parte della Consulta che io rappresento ma, ripeto, mai avevamo avuto il sospetto che potesse portare avanti simili attività».
«Io confido molto – continua il presidente – nella giustizia italiana quindi aspetto che vada avanti il lavoro della magistratura per poter fare una considerazione definitiva sulla faccenda, dico solo che se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi».
«La cosa che vorrei invece puntualizzare è che nelle moschee i nostri bambini vanno per studiare l’arabo e la cultura araba, marocchina per quanto riguarda la mia comunità».
«Nonostante questo duro colpo – conclude – il processo di integrazione che da anni stiamo portando avanti in città prosegue, la Consulta cercherà sempre di favorire la conoscenza e la collaborazione tra italiani e stranieri».
Sorpresi della notizia dell’arresto dell’imam El Korchi anche la consigliera comunale con delega alle Pari Opportunità, Maria Pia Serlupini ed il consigliere comunale con delega ai Rapporti con le Comunità Straniere, Maurizio Molinari.
«L’imam faceva parte della Consulta degli Stranieri, al momento della sua adesione ha presentato, in base al regolamento della Consulta stessa, lo statuto della sua associazione, regolarmente riconosciuta, ed ha iniziato a collaborare».
«Come ha già detto il presidente El Azzab – continua – il processo di integrazione prosegue, stiamo portando avanti in alcune scuole, con l’aiuto dei mediatori culturali che parlano sia l’arabo che l’italiano, lo studio della cultura marocchina, corsi interamente finanziati dal ministero dell’istruzione marocchino grazie a degli accordi firmati tra il governo italiano e quello marocchino».
«Per quanto riguarda la grave faccenda degli arresti avvenuti ieri mattina – conclude la consigliera Serlupini – lasciamo che la magistratura faccia il suo lavoro».
Colpito dalla notizia degli arresti di Ponte Felcino
Mustapha El Azzab (presidente Consulta delle Comunità Straniere di Perugia): «Se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi»
Perugia, 22 luglio 2007 – «Sono rimasto davvero colpito – con queste parole il presidente della Consulta delle Comunità Straniere di Perugia, Mustapha El Azzab, commenta la notizia degli arresti di ieri mattina a Ponte Felcino di una presunta cellula terroristica – da anni conosco l’imam Mostapha El Korchi, una persona attiva e sempre disponibile che mai avrei pensato potesse essere coinvolto in simili questioni».
«El Korchi faceva anche parte della Consulta che io rappresento ma, ripeto, mai avevamo avuto il sospetto che potesse portare avanti simili attività».
«Io confido molto – continua il presidente – nella giustizia italiana quindi aspetto che vada avanti il lavoro della magistratura per poter fare una considerazione definitiva sulla faccenda, dico solo che se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi».
«La cosa che vorrei invece puntualizzare è che nelle moschee i nostri bambini vanno per studiare l’arabo e la cultura araba, marocchina per quanto riguarda la mia comunità».
«Nonostante questo duro colpo – conclude – il processo di integrazione che da anni stiamo portando avanti in città prosegue, la Consulta cercherà sempre di favorire la conoscenza e la collaborazione tra italiani e stranieri».
Sorpresi della notizia dell’arresto dell’imam El Korchi anche la consigliera comunale con delega alle Pari Opportunità, Maria Pia Serlupini ed il consigliere comunale con delega ai Rapporti con le Comunità Straniere, Maurizio Molinari.
«L’imam faceva parte della Consulta degli Stranieri, al momento della sua adesione ha presentato, in base al regolamento della Consulta stessa, lo statuto della sua associazione, regolarmente riconosciuta, ed ha iniziato a collaborare».
«Come ha già detto il presidente El Azzab – continua – il processo di integrazione prosegue, stiamo portando avanti in alcune scuole, con l’aiuto dei mediatori culturali che parlano sia l’arabo che l’italiano, lo studio della cultura marocchina, corsi interamente finanziati dal ministero dell’istruzione marocchino grazie a degli accordi firmati tra il governo italiano e quello marocchino».
«Per quanto riguarda la grave faccenda degli arresti avvenuti ieri mattina – conclude la consigliera Serlupini – lasciamo che la magistratura faccia il suo lavoro».
lunedì 14 maggio 2007
Soddisfatto dell’esito delle elezioni il presidente della Consulta, Mustapha Elazzab: «Si parte da questo 21%»
COMUNICATO STAMPA
Soddisfatto dell’esito delle elezioni il presidente della Consulta, Mustapha Elazzab: «Si parte da questo 21%»
Perugia, 14 maggio 2007 - «Sono soddisfatto», con queste parole, Mustapha Elazzab, presidente della Consulta per le Comunità Straniere di Perugia, commenta l’esito delle elezioni dei due consiglieri comunali aggiunti eletti ieri tra la comunità di stranieri presenti sul territorio perugino. «I dati parlano del 21,10% di affluenza alle urne, questo è naturalmente solo il primo passo, da qui si parte per costruire una reale partecipazione alla vita politica e sociale della città».
«Sono soddisfatto inoltre – continua il Presidente – dell’elezione dei due nuovi consiglieri comunali, l’ivoriano Gosse Fran Henri e l’ecuadoriano Ortiz Munoz Wilson Anibal, che già collaborano con la Consulta e che da questo momento in avanti potranno sempre contare sul nostro aiuto».
«Faccio gli auguri ai due nuovi consiglieri e ringrazio – conclude – tutti gli altri 26 candidati invitandoli da subito a convergere all’interno della Consulta in modo da mettere a disposizione della città il loro contributo».
Soddisfatta si dice pure Maria Pia Serlupini, la consigliera comunale che si è battuta per queste elezioni: «Si è trattato della prima esperienza del genere nella nostra città, il Comune ci ha sempre creduto. Penso che il 21% di affluenza sia un buon risultato tenendo conto anche del fatto che delle 9447 lettere inviate dal Comune circa 600 sono tornate indietro, ed altre torneranno al mittente nei prossimi giorni, a causa dei trasferimenti di residenza non comunicati agli uffici.
E continua : «Questi dati, che sono il doppio rispetto alle percentuali registrate per le stesse elezioni a Roma e Firenze, credo ripaghino tutto il grande lavoro che il Comune ha fatto con l’aiuto delle associazioni e della Consulta degli stranieri. Resta certo l’amarezza per l’atteggiamento di chi ha invitato gli immigrati ad astenersi dal voto».
Voglio infine fare i miei auguri ai due nuovi consiglieri – conclude la consigliera – spero che riescano a rappresentare al meglio tutta la comunità di immigrati presente sul territorio».
Soddisfatto dell’esito delle elezioni il presidente della Consulta, Mustapha Elazzab: «Si parte da questo 21%»
Perugia, 14 maggio 2007 - «Sono soddisfatto», con queste parole, Mustapha Elazzab, presidente della Consulta per le Comunità Straniere di Perugia, commenta l’esito delle elezioni dei due consiglieri comunali aggiunti eletti ieri tra la comunità di stranieri presenti sul territorio perugino. «I dati parlano del 21,10% di affluenza alle urne, questo è naturalmente solo il primo passo, da qui si parte per costruire una reale partecipazione alla vita politica e sociale della città».
«Sono soddisfatto inoltre – continua il Presidente – dell’elezione dei due nuovi consiglieri comunali, l’ivoriano Gosse Fran Henri e l’ecuadoriano Ortiz Munoz Wilson Anibal, che già collaborano con la Consulta e che da questo momento in avanti potranno sempre contare sul nostro aiuto».
«Faccio gli auguri ai due nuovi consiglieri e ringrazio – conclude – tutti gli altri 26 candidati invitandoli da subito a convergere all’interno della Consulta in modo da mettere a disposizione della città il loro contributo».
Soddisfatta si dice pure Maria Pia Serlupini, la consigliera comunale che si è battuta per queste elezioni: «Si è trattato della prima esperienza del genere nella nostra città, il Comune ci ha sempre creduto. Penso che il 21% di affluenza sia un buon risultato tenendo conto anche del fatto che delle 9447 lettere inviate dal Comune circa 600 sono tornate indietro, ed altre torneranno al mittente nei prossimi giorni, a causa dei trasferimenti di residenza non comunicati agli uffici.
E continua : «Questi dati, che sono il doppio rispetto alle percentuali registrate per le stesse elezioni a Roma e Firenze, credo ripaghino tutto il grande lavoro che il Comune ha fatto con l’aiuto delle associazioni e della Consulta degli stranieri. Resta certo l’amarezza per l’atteggiamento di chi ha invitato gli immigrati ad astenersi dal voto».
Voglio infine fare i miei auguri ai due nuovi consiglieri – conclude la consigliera – spero che riescano a rappresentare al meglio tutta la comunità di immigrati presente sul territorio».
lunedì 19 marzo 2007
COMUNICATO STAMPA - Al Palazzo Donini la Consulta per le Comunità Straniere incontra l’assessore Damiano Stufara
COMUNICATO STAMPA
Al Palazzo Donini la Consulta per le Comunità Straniere incontra l’assessore Damiano Stufara
Perugia, 19 marzo 2007 - Si è tenuto questa mattina alle 9.00 al Palazzo Donini, l’incontro in programma tra l’assessore alle politiche sociali della Regione Umbria, Damiano Stufara ed il presidente della Consulta per l’immigrazione del comune di Perugia, Mustapha Elazzab.
Hanno partecipato anche i consiglieri comunali Maria Pia Serlupini (Pari opportunità) e Maurizio Molinari (rapporti con le Comunità straniere) ed i presidenti di alcune delle associazioni presenti nel territorio perugino.
L’incontro di questa mattina era stato concordato in precedenza data l’assenza dell’assessore Stufara, per impegni già presi, sabato 17, giorno della manifestazione “Per la tutela dei diritti-doveri degli extracomunitari” di Perugia.
Partendo dalla difficile situazione che si è venuta a creare in merito all’erogazione del cosiddetto bonus bebè voluto dallo scorso governo nazionale e che adesso vede molti immigrati, che non avevano diritto al contributo, nei guai dal punto di vista penale, passando per la richiesta del riconoscimento dei titoli professionali e di studio degli immigrati, il presidente della Consulta Elazzab ha esposto all’assessore Stufara tutti i punti che hanno spinto la Consulta ad organizzare la manifestazione di sabato.
La risposta dell’assessore alle politiche sociali della Regione è stata quella di una presa d’atto delle problematiche sollevata dagli immigrati, «alle quali sia il governo nazionale che quello umbro stanno già lavorando».
«Conosco la difficile situazione – sostiene l’assessore Stufara – che stanno vivendo gli immigrati presenti sul territorio italiano in merito alla questione dei bonus per la nascita e, dato che una simile questione non può trovare una soluzione sul piano legislativo, credo che la cosa migliore da fare in questo momento sia l’attivazione di patrocini legali gratuiti che permettano a tutti gli immigrati costretti ad affrontare un processo penale di potersi difendere gratuitamente».
«Ci troviamo adesso in una fase di transizione – continua l’assessore Stufara – il governo nazionale sta preparando infatti una nuova proposta di legge delega che cercherà di dare una soluzione a buona parte della questioni sollevate».
Per quanto riguarda invece il ruolo che nell’immediato può assumere la Regione Umbria, l’assessore Stufara ha infine dichiarato: «Ci siamo già attivati per rimettere in piedi la Consulta Regionale per l’immigrazione che sarà il luogo deputato alla partecipazione ed al coordinamento della diverse Consulte degli immigrati presenti in Umbria, stiamo inoltre pensando di modificare ed aggiornare la legge 18 che risale oramai a diciassette anni fa. In conclusione sono io che chiedo a voi la disponibilità a collaborare con la Regione e tutti gli enti locali in modo che, da qui in avanti, si possa lavorare insieme nella ricerca delle soluzioni a tutte le problematiche ancora esistenti».
L’incontro si è infine concluso con la promessa di un nuovo appuntamento utile a far partire il prima possibile i patrocini legali gratuiti a favore degli immigrati.
Al Palazzo Donini la Consulta per le Comunità Straniere incontra l’assessore Damiano Stufara
Perugia, 19 marzo 2007 - Si è tenuto questa mattina alle 9.00 al Palazzo Donini, l’incontro in programma tra l’assessore alle politiche sociali della Regione Umbria, Damiano Stufara ed il presidente della Consulta per l’immigrazione del comune di Perugia, Mustapha Elazzab.
Hanno partecipato anche i consiglieri comunali Maria Pia Serlupini (Pari opportunità) e Maurizio Molinari (rapporti con le Comunità straniere) ed i presidenti di alcune delle associazioni presenti nel territorio perugino.
L’incontro di questa mattina era stato concordato in precedenza data l’assenza dell’assessore Stufara, per impegni già presi, sabato 17, giorno della manifestazione “Per la tutela dei diritti-doveri degli extracomunitari” di Perugia.
Partendo dalla difficile situazione che si è venuta a creare in merito all’erogazione del cosiddetto bonus bebè voluto dallo scorso governo nazionale e che adesso vede molti immigrati, che non avevano diritto al contributo, nei guai dal punto di vista penale, passando per la richiesta del riconoscimento dei titoli professionali e di studio degli immigrati, il presidente della Consulta Elazzab ha esposto all’assessore Stufara tutti i punti che hanno spinto la Consulta ad organizzare la manifestazione di sabato.
La risposta dell’assessore alle politiche sociali della Regione è stata quella di una presa d’atto delle problematiche sollevata dagli immigrati, «alle quali sia il governo nazionale che quello umbro stanno già lavorando».
«Conosco la difficile situazione – sostiene l’assessore Stufara – che stanno vivendo gli immigrati presenti sul territorio italiano in merito alla questione dei bonus per la nascita e, dato che una simile questione non può trovare una soluzione sul piano legislativo, credo che la cosa migliore da fare in questo momento sia l’attivazione di patrocini legali gratuiti che permettano a tutti gli immigrati costretti ad affrontare un processo penale di potersi difendere gratuitamente».
«Ci troviamo adesso in una fase di transizione – continua l’assessore Stufara – il governo nazionale sta preparando infatti una nuova proposta di legge delega che cercherà di dare una soluzione a buona parte della questioni sollevate».
Per quanto riguarda invece il ruolo che nell’immediato può assumere la Regione Umbria, l’assessore Stufara ha infine dichiarato: «Ci siamo già attivati per rimettere in piedi la Consulta Regionale per l’immigrazione che sarà il luogo deputato alla partecipazione ed al coordinamento della diverse Consulte degli immigrati presenti in Umbria, stiamo inoltre pensando di modificare ed aggiornare la legge 18 che risale oramai a diciassette anni fa. In conclusione sono io che chiedo a voi la disponibilità a collaborare con la Regione e tutti gli enti locali in modo che, da qui in avanti, si possa lavorare insieme nella ricerca delle soluzioni a tutte le problematiche ancora esistenti».
L’incontro si è infine concluso con la promessa di un nuovo appuntamento utile a far partire il prima possibile i patrocini legali gratuiti a favore degli immigrati.
venerdì 16 marzo 2007
Conferenza stampa “Per la tutela dei diritti-doveri degli extracomunitari”
Si è tenuta questo pomeriggio, nella sede di via Imbriani n. 2 alle ore 16.00, la conferenza stampa indetta dalla Consulta per le Comunità Straniere per evidenziare le ragioni della manifestazione, in programma domani mattina, “Per la tutela dei diritti-doveri degli extracomunitari” di Perugia.
L’incontro è stato aperto dal presidente della Consulta, Elazzab Mustapha, che ha illustrato ai presenti le problematiche che hanno indotto la Consulta ad organizzare la manifestazione di domani.
Il presidente Elazzab si è soffermato sulle difficoltà che gli immigrati presenti sul territorio italiano, e perugino in particolare, devono affrontare: «I cittadini stranieri hanno delle grosse difficoltà nel vedersi riconosciuti titoli di studio e professionali, sorgono – continua il presidente Elazzab – enormi problemi quando gli immigrati, che aspettano la ricevuta di rinnovo del permesso di soggiorno, vogliono o devono, per diverse ragioni, tornare nel loro paese per un breve periodo».
Particolarmente spinosa poi, la situazione che si è venuta a creare in merito all’erogazione dell’assegno di maternità a tutti i cittadini extracomunitari in possesso di carta/permesso di soggiorno. «Auspicabile sarebbe inoltre – conclude il presidente Elazzab – che si diminuisse il costo del rinnovo del permesso di soggiorno che in questo momento ammonta a 73 euro».
Dopo aver ceduto la parola al consigliere comunale con delega ai rapporti con le Comunità Straniere, Maurizio Molinari, che ha ribadito il massimo appoggio del comune di Perugia alla Consulta ed alle attività da questa portate avanti, il presidente Elazzab ha invitato tutti a partecipare alla manifestazione di domani che partirà alle 9.30 dal Piazzale Europa e che percorrendo via Masi arriverà in Piazza della Repubblica. Alla fine della manifestazione poi, una delegazione della Consulta incontrerà un rappresentante della Regione.
L’incontro è stato aperto dal presidente della Consulta, Elazzab Mustapha, che ha illustrato ai presenti le problematiche che hanno indotto la Consulta ad organizzare la manifestazione di domani.
Il presidente Elazzab si è soffermato sulle difficoltà che gli immigrati presenti sul territorio italiano, e perugino in particolare, devono affrontare: «I cittadini stranieri hanno delle grosse difficoltà nel vedersi riconosciuti titoli di studio e professionali, sorgono – continua il presidente Elazzab – enormi problemi quando gli immigrati, che aspettano la ricevuta di rinnovo del permesso di soggiorno, vogliono o devono, per diverse ragioni, tornare nel loro paese per un breve periodo».
Particolarmente spinosa poi, la situazione che si è venuta a creare in merito all’erogazione dell’assegno di maternità a tutti i cittadini extracomunitari in possesso di carta/permesso di soggiorno. «Auspicabile sarebbe inoltre – conclude il presidente Elazzab – che si diminuisse il costo del rinnovo del permesso di soggiorno che in questo momento ammonta a 73 euro».
Dopo aver ceduto la parola al consigliere comunale con delega ai rapporti con le Comunità Straniere, Maurizio Molinari, che ha ribadito il massimo appoggio del comune di Perugia alla Consulta ed alle attività da questa portate avanti, il presidente Elazzab ha invitato tutti a partecipare alla manifestazione di domani che partirà alle 9.30 dal Piazzale Europa e che percorrendo via Masi arriverà in Piazza della Repubblica. Alla fine della manifestazione poi, una delegazione della Consulta incontrerà un rappresentante della Regione.
giovedì 15 marzo 2007
INVITO STAMPA - La Consulta per le Comunità Straniere illustra le ragioni della manifestazione in programma sabato a Perugia
INVITO STAMPA
La Consulta per le Comunità Straniere illustra le ragioni della manifestazione in programma sabato a Perugia
Perugia, 14 marzo 2007 – Il giorno venerdì 16 marzo, alle ore 16.00 presso la sede della Consulta per le Comunità Straniere in via Imbriani n. 2 a Perugia, si riceveranno i giornalisti per evidenziare le ragioni della manifestazione, in programma sabato 17, “Per la tutela dei diritti-doveri degli extracomunitari” di Perugia.
Interverranno: Elazzab Mustapha (presidente Consulta per le Comunità Straniere); Maurizio Molinari (consigliere comunale rapporti con le Comunità Straniere).
Si allega il volantino di invito alla manifestazione di sabato.
TUTTE LE REDAZIONI SONO INVITATE A PARTECIPARE
La Consulta per le Comunità Straniere illustra le ragioni della manifestazione in programma sabato a Perugia
Perugia, 14 marzo 2007 – Il giorno venerdì 16 marzo, alle ore 16.00 presso la sede della Consulta per le Comunità Straniere in via Imbriani n. 2 a Perugia, si riceveranno i giornalisti per evidenziare le ragioni della manifestazione, in programma sabato 17, “Per la tutela dei diritti-doveri degli extracomunitari” di Perugia.
Interverranno: Elazzab Mustapha (presidente Consulta per le Comunità Straniere); Maurizio Molinari (consigliere comunale rapporti con le Comunità Straniere).
Si allega il volantino di invito alla manifestazione di sabato.
TUTTE LE REDAZIONI SONO INVITATE A PARTECIPARE
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Comunicato invito corteo stranieri
TUTTI I CITTADINI STRANIERI
SONO INVITATI A PARTECIPARE AL CORTEO PACIFICO PER LA TUTELA DEI DIRITTI-DOVERI CHE SI TERRA IL GIORNO 17 MARZO 2007.
SI FORMERA ALLE ORE 9:30 AL PIAZZALE EUROPA E PERCORRENDO LA VIA MASI ARRIVERA IN PIAZZA DELLA REPUBBLICA.
IL CORTEO SI TERRA PER EVIDENZIARE I SEGUENTI PROBLEMI:
- RICONOSCIMENTO DEL TITOLO DI STUDIO
- RICONOSCIMENTO DEI TITOLI PROFESSIONALI
- SITUAZIONE CONTRIBUTIVA E PENSIONISTICA DEI CITTADINI EXTRACOMUNITARI
- POSSIBILITA PER TUTTI I CITTADINI EXTRACOMUNITARI DI POTER VIAGGARE AL PAESE
DI PROVENIENZA CON LA RICEVUTA DI ATTESA DI RINNOVO
- FIGLI NATI IN ITALIA RICONOSCIUTI COME CITTADINI ITALIANI E CONSEGUENTE POSSIBILITA DI ACQUISIZIONE DELLA CITTADINANZA DEI GENITORI DOPO CINQUE ANNI
DI RESIDENZA
- IL CONTRIBUTO PER L’ASSEGNO DI MATERNITA EROGATO A TUTTI I CITTADINI EXTRACOMUNITARI IN POSSESSO DI CARTA/PERMESSO SOGGIORNO, DEVE ESSERE UGUALE A QUELLI ITALIANI.
- DIMINUIRE IL COSTO DI RINNOVO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO TRAMITE LA POSTA.
SONO INVITATI A PARTECIPARE AL CORTEO PACIFICO PER LA TUTELA DEI DIRITTI-DOVERI CHE SI TERRA IL GIORNO 17 MARZO 2007.
SI FORMERA ALLE ORE 9:30 AL PIAZZALE EUROPA E PERCORRENDO LA VIA MASI ARRIVERA IN PIAZZA DELLA REPUBBLICA.
IL CORTEO SI TERRA PER EVIDENZIARE I SEGUENTI PROBLEMI:
- RICONOSCIMENTO DEL TITOLO DI STUDIO
- RICONOSCIMENTO DEI TITOLI PROFESSIONALI
- SITUAZIONE CONTRIBUTIVA E PENSIONISTICA DEI CITTADINI EXTRACOMUNITARI
- POSSIBILITA PER TUTTI I CITTADINI EXTRACOMUNITARI DI POTER VIAGGARE AL PAESE
DI PROVENIENZA CON LA RICEVUTA DI ATTESA DI RINNOVO
- FIGLI NATI IN ITALIA RICONOSCIUTI COME CITTADINI ITALIANI E CONSEGUENTE POSSIBILITA DI ACQUISIZIONE DELLA CITTADINANZA DEI GENITORI DOPO CINQUE ANNI
DI RESIDENZA
- IL CONTRIBUTO PER L’ASSEGNO DI MATERNITA EROGATO A TUTTI I CITTADINI EXTRACOMUNITARI IN POSSESSO DI CARTA/PERMESSO SOGGIORNO, DEVE ESSERE UGUALE A QUELLI ITALIANI.
- DIMINUIRE IL COSTO DI RINNOVO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO TRAMITE LA POSTA.
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giovedì 25 gennaio 2007
RICORDI DEL TRASIMENO NEL VOLUME DI TERTULLIANO MARZANI
Il prossimo 2 febbraio alla Sala dei Notari di Perugia, alle 17.30 sarà presentato il volume “Lettere dall’Umbria, l’affaticato cuore d’Italia dal dopoguerra alle soglie del regionalismo nelle cronache di un giornalista (1950-1966)”, edito dalla casa editrice Volumnia, che raccoglie gli articoli di Tertulliano Marzani, negli anni Cinquanta-Sessanta corrispondente da Perugia del quotidiano Il Tempo. Il libro – che si apre con una testimonianza di Italo Moretti – è stato curato dal figlio Paolo Marzani, anche lui giornalista, attualmente conduttore del TgR Rai dell’Umbria. Alla presentazione interverranno l’on. Gianni Letta (già direttore de Il Tempo), e il prof. Renato Covino, docente dell’Università di Perugia e autore della prefazione. Sono previsti anche interventi del sindaco di Perugia, Renato Locchi, dei presidenti della Provincia di Perugia e della Regione Giulio Cozzari e M. Rita Lorenzetti, e del prof. Mario Tosti presidente dell’Isuc (Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea). Le conclusioni sono affidate ad Alvaro Fiorucci, presidente dell’Associazione Stampa Umbra. Oltre a proporre una suggestiva carrellata di “schizzi” sui centri piccoli e grandi dell’Umbria, il libro ripercorre le principali tematiche e i dibattiti che hanno riguardato lo sviluppo della regione subito dopo la fine della guerra fino agli anni del boom economico. Sono tra gli altri presenti nel volume alcune pagine dedicate agli eventi che hanno interessato in quegli anni (e che interessano tuttora) i comuni del Trasimeno come la centrale di Pietrafitta, la Sai di Passignano, il Cementificio di Magione ed il carnevale di Città della Pieve.
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Massimiliano Campisi,
Perugia
martedì 19 dicembre 2006
Consulta cittadina per la rappresentanza delle Comunità straniere
Sabato 16 dicembre si è tenuta l’inaugurazione della sede della “Consulta cittadina per la rappresentanza delle Comunità straniere” che si trova a Perugia in via Imbriani 2.
Hanno presieduto la serata il Sindaco di Perugia, Renato Locchi, i consiglieri comunali, Maria Pia Serlupini e Maurizio Molinari, ed il rappresentante della Consulta, il marocchino Mustapha Elazzab. Alla cerimonia erano inoltre presenti i consoli del Marocco, del Gibuti e dell’Ecuador.
La Consulta è nata il 9 settembre scorso e come si legge nel regolamento della stessa “ha come finalità l’informazione e il coordinamento delle realtà cittadine attive nel settore; la funzione consultiva in quanto sede privilegiata di confronto tra Comune e società civile; la funzione propositiva in quanto partecipa attivamente alla definizione delle strategie, priorità, obiettivi e strumenti attuativi relativi ai programmi di contenuto multietnico e interculturale dell’intera amministrazione”.
Il progetto della Consulta è stato seguito dai consiglieri comunali Maria Pia Serlupini (Politiche delle Differenze e delle pari opportunità) e Maurizio Molinari (Rapporti con le Comunità straniere) che hanno cercato, insieme ai rappresentanti delle diverse Comunità di stranieri, di dotare tale organo di una maggiore concretezza rispetto alla fallita esperienza della “Consulta Comunale per l’Immigrazione del 1996 che si è infine sciolta nel 1999.
Nel momento della sua nascita, la Consulta ha eletto il suo rappresentante che è risultato essere il marocchino Mustapha Elazzab, che rappresenta la Consulta nelle sedi comunali.
Come ha più volte detto il rappresentante Elazzab durante la cerimonia di inaugurazione, il grande entusiasmo con cui gli stranieri si sono avvicinati alla Consulta è data dalla volontà di partecipare attivamente alla vita della comunità locale, in modo da superare il ruolo di immigrato, cercando di raggiungere quanto prima lo status di cittadino.
Sulla stessa linea si muove il Comune che, come ha sostenuto il Sindaco Locchi, sta cercando di allargare, entro maggio, il Consiglio comunale ad un consigliere comunale aggiunto, un rappresentante degli stranieri residenti, che pur non avendo diritto di voto possa aiutare il Comune nella risoluzione delle problematiche attinenti al mondo degli stranieri a Perugia.
All’interno della Consulta è sentita come una necessità dotare la Consulta stessa di un organo informativo che possa far conoscere agli altri stranieri non ancora presenti all’interno della Consulta ed agli stessi cittadini perugini le iniziative e le attività portate avanti.
Di grande rilievo sarebbe, inoltre, la possibilità di avvicinare - tramite un periodico a diffusione gratuita - sempre di più la comunità locale al mondo degli stranieri attraverso un percorso di conoscenza reciproca che aiuterebbe certamente la convivenza.
Hanno presieduto la serata il Sindaco di Perugia, Renato Locchi, i consiglieri comunali, Maria Pia Serlupini e Maurizio Molinari, ed il rappresentante della Consulta, il marocchino Mustapha Elazzab. Alla cerimonia erano inoltre presenti i consoli del Marocco, del Gibuti e dell’Ecuador.
La Consulta è nata il 9 settembre scorso e come si legge nel regolamento della stessa “ha come finalità l’informazione e il coordinamento delle realtà cittadine attive nel settore; la funzione consultiva in quanto sede privilegiata di confronto tra Comune e società civile; la funzione propositiva in quanto partecipa attivamente alla definizione delle strategie, priorità, obiettivi e strumenti attuativi relativi ai programmi di contenuto multietnico e interculturale dell’intera amministrazione”.
Il progetto della Consulta è stato seguito dai consiglieri comunali Maria Pia Serlupini (Politiche delle Differenze e delle pari opportunità) e Maurizio Molinari (Rapporti con le Comunità straniere) che hanno cercato, insieme ai rappresentanti delle diverse Comunità di stranieri, di dotare tale organo di una maggiore concretezza rispetto alla fallita esperienza della “Consulta Comunale per l’Immigrazione del 1996 che si è infine sciolta nel 1999.
Nel momento della sua nascita, la Consulta ha eletto il suo rappresentante che è risultato essere il marocchino Mustapha Elazzab, che rappresenta la Consulta nelle sedi comunali.
Come ha più volte detto il rappresentante Elazzab durante la cerimonia di inaugurazione, il grande entusiasmo con cui gli stranieri si sono avvicinati alla Consulta è data dalla volontà di partecipare attivamente alla vita della comunità locale, in modo da superare il ruolo di immigrato, cercando di raggiungere quanto prima lo status di cittadino.
Sulla stessa linea si muove il Comune che, come ha sostenuto il Sindaco Locchi, sta cercando di allargare, entro maggio, il Consiglio comunale ad un consigliere comunale aggiunto, un rappresentante degli stranieri residenti, che pur non avendo diritto di voto possa aiutare il Comune nella risoluzione delle problematiche attinenti al mondo degli stranieri a Perugia.
All’interno della Consulta è sentita come una necessità dotare la Consulta stessa di un organo informativo che possa far conoscere agli altri stranieri non ancora presenti all’interno della Consulta ed agli stessi cittadini perugini le iniziative e le attività portate avanti.
Di grande rilievo sarebbe, inoltre, la possibilità di avvicinare - tramite un periodico a diffusione gratuita - sempre di più la comunità locale al mondo degli stranieri attraverso un percorso di conoscenza reciproca che aiuterebbe certamente la convivenza.
mercoledì 13 dicembre 2006
Presentato il Dossier statistico immigrazione 2006
È stato presentato in tutta Italia, lo scorso 25 ottobre a Perugia per quanto concerne l’Umbria, il XVI “Dossier statistico immigrazione 2006” curato da Caritas italiana, Fondazione Migrantes e Caritas diocesana di Roma. Il dossier è lo “studio-sintesi” dei dati ufficiali del Ministero dell’Interno e le stime realizzate dall’équipe di redazione del dossier stesso attraverso una serie di fonti, a partire dai Centri di ascolto delle Caritas diocesane.
Dai dati contenuti nel dossier si può vedere che la popolazione di immigrati regolari presenti nel territorio italiano è di 3.035.114 (erano 2.786.340 nello stesso periodo dello scorso anno), pari al 5,2% della popolazione, con un incremento quindi di 248.774 unità. Per quanto riguarda l’Umbria, le stime parlano di 62.141 regolari (il 7,2% della popolazione umbra) di cui 49.989 nella provincia di Perugia e 12.152 in quella di Terni. Rispetto l’anno precedente gli immigrati sono aumentati di circa 6 mila unità, erano infatti 56.385 secondo i dati del “Dossier 2005” ( 45.339 a Perugia, 11.046 a Terni).
In merito alla provincia di Perugia le comunità più numerose risultano essere quelle degli immigrati provenienti dall’Albania (7.254) seguiti dai marocchini (5.035), dai rumeni (4.093) e dagli ucraini (1973).
Per quanto riguarda il numero di immigrati stranieri nel Comune di Città della Pieve i dati forniti dall’Ufficio anagrafe, aggiornati al 31 gennaio 2005, dicono di 530 regolari, pari al 7% della popolazione. Le nazionalità più numerose sul territorio pievese sono quelle degli albanesi (163), i rumeni (65), gli originari dello Sri Lanka (54), e del Marocco (31). Particolarmente significativa è la presenza della comunià dello Sri Lanka che non è presente, in modo così numeroso, in nessuno dei comuni limitrofi.
Gli stranieri che lasciano i propri paesi d’origine per stabilirsi altrove, sono spinti, nella maggior parte dei casi, dalla volontà di migliorare la propria condizione sociale ed economica, quando non sono obbligati da governi che tendono ad opprimerli.
Come si evince anche dai dati forniti dal dossier in merito al territorio italiano e nel nostro caso umbro, la realtà della presenza degli immigrati è diversa rispetto alla percezione che spesso si ha del fenomeno: la gran parte degli stranieri presenti sul territorio lacustre ha, infatti, origini europee e fede cristiana, mentre poco meno di un terzo è la percentuale degli immigrati provenienti da nazioni islamiche.
Cercando di intrecciare le analisi del dossier con una recente ricerca dal titolo “Conoscere l’immigrato” (a cui ha collaborato anche lo Sportello Arcobaleno pievese), svolta nella zona degli otto comuni del lago Trasimeno per il periodo 2004-2005, condotta attraverso delle interviste poste a 115 immigrati residenti nei comuni del territorio lacustre (erano 19 i residenti a Città della Pieve), si capisce che tante sono le difficoltà che gli immigrati devono affrontare una volta stabilita qui la loro residenza.
A preoccupare gli stranieri è soprattutto la sfera del lavoro dove spesso ricevono un trattamento peggiore rispetto ai colleghi italiani, molti sono infatti gli immigrati impiegati nel “sommerso”, con mansioni che spesso non coincidono con il loro livello di scolarizzazione e con un basso livello retributivo. A risentire di questi svantaggi sono soprattutto le donne, secondo l’indagine, infatti, ha trovato un impiego soltanto il 46% delle intervistate contro la quasi totalità degli uomini, e anche quando le donne trovano lavoro diventa difficile gestire l’impiego in concomitanza con la cura dei figli soprattutto alla luce della mancanza di una rete familiare su cui fare affidamento.
Pochi sono poi gli immigrati intervistati (10%) che sono riusciti ad acquistare una casa, mentre la restante parte abita in case in affitto (81%), nell’abitazione del datore di lavoro (5%) o di amici (3%).
La quasi totalità degli intervistati, nonostante momenti di nostalgia verso il paese d’origine, pensa di non farvi ritorno e di continuare a vivere in Umbria.
Alla luce del costante aumento del numero di immigrati presenti su tutto il territorio italiano e di conseguenza nei comuni intorno al lago Trasimeno sono necessarie politiche che aiutino queste persone ad integrarsi al meglio vivendo nel miglior modo possibile la loro vita nel paese da cui hanno deciso di farsi “adottare”.
Un buon lavoro viene fatto proprio nel comune pievese dallo Sportello Arcobaleno (presente tra l’altro anche a Magione, Passignano e tuoro) che cerca di andare incontro e di fornire assistenza a tutte quelle problematiche che gli stranieri devono affrontare (per informazioni contattare lo Sportello Arcobaleno di Città della Pieve al numero 0578.297023.
Dai dati contenuti nel dossier si può vedere che la popolazione di immigrati regolari presenti nel territorio italiano è di 3.035.114 (erano 2.786.340 nello stesso periodo dello scorso anno), pari al 5,2% della popolazione, con un incremento quindi di 248.774 unità. Per quanto riguarda l’Umbria, le stime parlano di 62.141 regolari (il 7,2% della popolazione umbra) di cui 49.989 nella provincia di Perugia e 12.152 in quella di Terni. Rispetto l’anno precedente gli immigrati sono aumentati di circa 6 mila unità, erano infatti 56.385 secondo i dati del “Dossier 2005” ( 45.339 a Perugia, 11.046 a Terni).
In merito alla provincia di Perugia le comunità più numerose risultano essere quelle degli immigrati provenienti dall’Albania (7.254) seguiti dai marocchini (5.035), dai rumeni (4.093) e dagli ucraini (1973).
Per quanto riguarda il numero di immigrati stranieri nel Comune di Città della Pieve i dati forniti dall’Ufficio anagrafe, aggiornati al 31 gennaio 2005, dicono di 530 regolari, pari al 7% della popolazione. Le nazionalità più numerose sul territorio pievese sono quelle degli albanesi (163), i rumeni (65), gli originari dello Sri Lanka (54), e del Marocco (31). Particolarmente significativa è la presenza della comunià dello Sri Lanka che non è presente, in modo così numeroso, in nessuno dei comuni limitrofi.
Gli stranieri che lasciano i propri paesi d’origine per stabilirsi altrove, sono spinti, nella maggior parte dei casi, dalla volontà di migliorare la propria condizione sociale ed economica, quando non sono obbligati da governi che tendono ad opprimerli.
Come si evince anche dai dati forniti dal dossier in merito al territorio italiano e nel nostro caso umbro, la realtà della presenza degli immigrati è diversa rispetto alla percezione che spesso si ha del fenomeno: la gran parte degli stranieri presenti sul territorio lacustre ha, infatti, origini europee e fede cristiana, mentre poco meno di un terzo è la percentuale degli immigrati provenienti da nazioni islamiche.
Cercando di intrecciare le analisi del dossier con una recente ricerca dal titolo “Conoscere l’immigrato” (a cui ha collaborato anche lo Sportello Arcobaleno pievese), svolta nella zona degli otto comuni del lago Trasimeno per il periodo 2004-2005, condotta attraverso delle interviste poste a 115 immigrati residenti nei comuni del territorio lacustre (erano 19 i residenti a Città della Pieve), si capisce che tante sono le difficoltà che gli immigrati devono affrontare una volta stabilita qui la loro residenza.
A preoccupare gli stranieri è soprattutto la sfera del lavoro dove spesso ricevono un trattamento peggiore rispetto ai colleghi italiani, molti sono infatti gli immigrati impiegati nel “sommerso”, con mansioni che spesso non coincidono con il loro livello di scolarizzazione e con un basso livello retributivo. A risentire di questi svantaggi sono soprattutto le donne, secondo l’indagine, infatti, ha trovato un impiego soltanto il 46% delle intervistate contro la quasi totalità degli uomini, e anche quando le donne trovano lavoro diventa difficile gestire l’impiego in concomitanza con la cura dei figli soprattutto alla luce della mancanza di una rete familiare su cui fare affidamento.
Pochi sono poi gli immigrati intervistati (10%) che sono riusciti ad acquistare una casa, mentre la restante parte abita in case in affitto (81%), nell’abitazione del datore di lavoro (5%) o di amici (3%).
La quasi totalità degli intervistati, nonostante momenti di nostalgia verso il paese d’origine, pensa di non farvi ritorno e di continuare a vivere in Umbria.
Alla luce del costante aumento del numero di immigrati presenti su tutto il territorio italiano e di conseguenza nei comuni intorno al lago Trasimeno sono necessarie politiche che aiutino queste persone ad integrarsi al meglio vivendo nel miglior modo possibile la loro vita nel paese da cui hanno deciso di farsi “adottare”.
Un buon lavoro viene fatto proprio nel comune pievese dallo Sportello Arcobaleno (presente tra l’altro anche a Magione, Passignano e tuoro) che cerca di andare incontro e di fornire assistenza a tutte quelle problematiche che gli stranieri devono affrontare (per informazioni contattare lo Sportello Arcobaleno di Città della Pieve al numero 0578.297023.
giovedì 30 novembre 2006
LA RPA-LUIGIBACCHI.IT VINCE L’AMICHEVOLE CON IL BASTIA ED OGGI AFFRONTA LA NAZIONALE DEL QATAR
È Finita con il punteggio di 3-2 (25-13; 19-25, 28-30, 25-18, 15-12) in favore della RPA-LuigiBacchi.it l'amichevole contro Bastia che ha aperto la settimana di incontri in vista del ritorno al campionato.
«Viviamo una situazione di equilibrio instabile per via delle molte assenze – spiega il secondo allenatore Cristiano Camardese – Giochiamo bene a tratti e poi ci prendiamo dei momenti di pausa. Non riusciamo ancora ad essere concentrati e aggressivi per due ore».
Oggi al PalaEvangelisti alle 17,00 la squadra affronterà la nazionale del Qatar.
«Viviamo una situazione di equilibrio instabile per via delle molte assenze – spiega il secondo allenatore Cristiano Camardese – Giochiamo bene a tratti e poi ci prendiamo dei momenti di pausa. Non riusciamo ancora ad essere concentrati e aggressivi per due ore».
Oggi al PalaEvangelisti alle 17,00 la squadra affronterà la nazionale del Qatar.
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mercoledì 25 ottobre 2006
DAMIANO PIPPI TRA LE STAR DEL VOLLEY ITALIANO
PERUGIA – Damiano Pippi è stato inserito tra i migliori giocatori della Serie A1, la comunicazione arriva dalla Lega Pallavolo che ha reso nota la rosa dei giocatori della formazione che parteciperà al TIM All Star Volley 2006, la Computer Discount Italia di Lega. Il libero biancorosso è stato convocato infatti nella squadra guidata da Fefè De Giorgi che comprende i migliori giocatori italiani della Serie A1 TIM e che contenderà il trofeo all’Acqua Paradiso All Star A1 (migliori stranieri A1) ed alla Fiorese Spa All Star A2 (selezione A2).
La manifestazione si terrà domenica 5 novembre alle 17.00 al PalaGeorge di Montichiari, verranno giocate tre partite, con la formula dei due set su tre: vincerà cioè la squadra che per prima si aggiudica due parziali, con eventuale terzo set a 15 punti.
L’evento sarà seguito in diretta da SKY Sport Extra.
La manifestazione si terrà domenica 5 novembre alle 17.00 al PalaGeorge di Montichiari, verranno giocate tre partite, con la formula dei due set su tre: vincerà cioè la squadra che per prima si aggiudica due parziali, con eventuale terzo set a 15 punti.
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